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02 aprile 2012

Briatore e il "giochino" Qpr ora sono diventati un film

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locandina di "The four year plan"

Poche settimane fa la Bbc ha trasmesso "The four year plan", docu-movie che racconta i quattro anni del manager italiano alla presidenza del Queens Park Rangers. Fra una girandola di allenatori e denaro, linguaggio colorito e showbiz alla potenza. I VIDEO

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di Lorenzo Longhi

The four year plan, "il piano quadriennale": la storia di Flavio Briatore alla guida del Queens Park Rangers è diventata un film, diretto dal cineasta inglese Mat Hodgson e trasmesso poche settimane fa in Inghilterra da Bbc2. 90 minuti di riprese che raccontano i quattro anni da quando il club londinese venne acquistato da Bernie Ecclestone e lasciato gestire al vulcanico manager italiano. Belle donne in tribuna, showbiz all'ennesima potenza, una gestione fortemente viziata - anche in positivo, a tratti - dal fuoco del tifoso passionale o del padre-padrone. Una gestione "billionaire", la si potrebbe definire, ben lontana dalla storia del club ma che, alla fine ha portato il club alla Premier. Il film, un documentario anche piuttosto critico - per il quale però, da Briatore in giù, nessuno ha chiesto di censurare o modificare una virgola - rappresenta in maniera piuttosto icastica cosa significhi dirigere un club calcistico. E farlo... allla Briatore.



Memorabile, nella prima parte del film, una scena registrata a Loftus Road. In campo il Qpr ospita il Cardiff, la sfida è bloccata sullo 0-0 e Briatore sbraita contro l'allenatore Ian Dowie: vorrebbe in campo Gavin Mahon, il presidente. E così ordina a Gianni Paladini che siede nella fila sotto, di andare a bordo campo ("è compito del direttore sportivo, scendi") a... suggerire al tecnico di fare entrare il giocatore. Che, peraltro, realizza nel finale il gol della vittoria. E Briatore, tronfio, si gode il suggerimento azzeccato.

Intendiamoci: non è molto diverso da quello che accade in tante piazze anche italiane, e chi siede accanto ad alcuni dei più focosi presidenti del nostro calcio lo sa bene, ma questa volta ci sono telecamere dedicate a confermare che quello del presidente, spesso padre-padrone, è un mestiere poco oxfordiano e per il quale la modestia non è certo il pregio più comune. Pago, decido.



E così, fra linguaggio colorito, contestazioni dei tifosi, allenatori che vanno e vengono - prendendosi spesso degli "idioti", da Sousa a Ainsworth a Dowie - e discorsi finanziari che fanno sorridere a fronte di certe contraddizioni, per i 90 minuti del docu-film si ride e si capisce un po' meglio che per fare il presidente di un club calcistico non è necessario comportarsi in maniera oxfordiana, né magari del tutto coerente o con eccessiva saggezza, e questo vale non solo in Inghilterra e non solo se ci si chiama Briatore. Che, pure, ne esce come un vero e proprio personaggio da film. Appunto.

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