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05 aprile 2012

Ronaldo, il Fenomeno è rinato: "Sono un uomo felice"

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Abbandonati i campi da calcio, Ronaldo ha fondato un’impresa di marketing sportivo chiamata Nine (Getty)

INTERVISTA ESCLUSIVA. La nuova vita del brasiliano, appesi gli scarpini al chiodo ha fondato un’impresa di marketing sportivo: "Mi fa sempre piacere venire in Europa, ma qui a San Paolo ho trovato casa"

di EMILIANO GUANELLA
(da San Paolo, Brasile)

Ve lo ricordate Ronaldo, il Fenomeno? Lo avevamo lasciato nella sua ultima avventura calcistica, il ritorno in Brasile con la maglia del Corinthians, esperienza sul campo deludente, con il ritiro in lacrime chiedendo scusa ai tifosi per non aver potuto rendere al meglio, perlomeno rispetto ai suoi standard tradizionali. Un anno fa, poi, fu l’addio alla Seleçao organizzato allo stadio Pacaembu di San Paolo, partita amichevole contro la Romania, in campo i suoi eredi Neymar, Ganso e compagnia. Il giusto tributo per il campione del mondo.

Oggi il Fenomeno è rinato, ha fondato un’impresa di marketing sportivo chiamata Nine, che rappresenta oggi le stelle in ascesa del futebol brasiliano come Lucas, Leandro Damiao e lo stesso Neymar. Attivo su più fronti, il numero nove più famoso al mondo fa parte anche del comitato organizzatore di Mondiali 2014, la Copa do Mundo che tutti i brasiliani vorranno vincere in casa. Siamo andati a trovarlo nella sua città per vederlo all’opera in questa sua nuova e variegata veste; comunicatore, manager, organizzatore di eventi e strategia di marketing legate al mondo del calcio, dal quale, giura, non uscirà mai.

“Sono un uomo felice, occupato e impegnato su più fronti. In Brasile sto bene, quando posso mi fa sempre piacere venire in Europa per salutare i vecchi amici, ma dopo tanti anni all’estero posso dire che qui a San Paolo ho trovato casa, il posto da dove non voglio più andare via”. Gli ricordiamo che è l’unico campione a avere giocato i due storici derby Real Madrid – Barcellona e Inter –Milan con tutte e quattro le squadre, un record non da poco. Non ha mai vinto la Champions, ma oggi osserva con attenzione il calcio del vecchio Continente. Si immagina una finale tutta spagnola e allora non ha dubbi su chi tifare. “Rimango molto affezionato ai miei anni passati con il Real Madrid, tiferei per loro, non me ne vogliano a Barcellona”.

Fra Ibrahimovic e Messi non c’è scelta. “Se devo scegliere per la mia squadra ideale, uno solo fra loro due, non posso che dire Messi. È un giocatore speciale un grande campione, tutti vorrebbero averlo in squadra, fa cose magiche e non si stanca mai di vincere”. Pep Guardiola ha la fortuna di poter allenare la pulce dorata, ma in futuro potrebbe anche scegliere di abbandonare la terra catalana. “Tutto dipende da lui. Guardiola ha dimostrato di essere un grande allenatore, ora dipende dalla sua ambizione dalla sua voglia di provarsi in un altro contesto. Sarebbe una grande sfida per lui, cercare di ripetere altrove quello che ha fatto con il Barcellona, il futuro è nelle sue mani”.

A Madrid, invece Mourinho spera nella doppietta, campionato e Champions. “Che dire di lui, un grandissimo allenatore, dove è stato ha vinto. Una grande mentalità vincente, che sa contagiare i suoi. Credo che non si muoverà da Madrid, perlomeno fino a quando non avrà conquistato tutti i suoi obbiettivi. Mi ricordo che ho avuto vicino tutti e due, Mourinho come aiutante di panchina e Guardiola come compagno di squadra. Trovo molto bello vederli adesso arrivati così in alto”. Per il calcio italiano è aria di crisi, siamo lontani dai primi tre posti del ranking UEFA, Spagna, Inghilterra e Germania sono davanti.

“Le squadra che hanno speso meno hanno delle difficoltà perché non hanno potuto prendere tutti i giocatori che volevano. Il Milan, comunque, ha fatto bene. L’Inter ha avuto un grande ciclo, adesso è a un cambio generazionale, deve riprendersi. La Juventus quest’anno sta facendo un grande campionato, sarà bella vederla il prossimo anno in Europa, un bel ritorno. Ma è vero, il calcio spagnolo è davanti agli altri. La Spagna sta affrontando una crisi economica più forte di quella italiana, però i suoi due migliori club, il Barca e il Real Madrid sono ad un livello superiore rispetto a tutti gli altri. Non ho dubbi, la finale della Champions, secondo me, è tutta loro”.

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