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02 maggio 2012

Allenatori: se è il momento degli italiani all'estero

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Di Matteo (Chelsea), Spalletti (Zenit) e Mancini (Manchester City)

Roberto Di Matteo ha conquistato la finale di Champions. Roberto Mancini è vicino alla vittoria della Premier League. Luciano Spalletti ha messo in bacheca il secondo scudetto russo. Quando l'allenatore italiano è una garanzia. GUARDA LE FOTO

di Gianluca Maggiacomo

Emigranti, italiani e vincenti. Ovvero, gli allenatori: un prodotto made in Italy che in questo periodo non conosce crisi. Le loro quotazioni sui mercati esteri crescono con il passare dei mesi. Fa eccezione Carlo Ancelotti, che arranca con il suo Psg, ma gli altri stanno attraversando un periodo roseo. Dalla Russia all’Inghilterra, passando per l’Irlanda. Cambiano i Paesi ma non il copione. A fare la parte dei mattatori sono spesso i tecnici di casa nostra. Arrivano, impongono le loro idee calcistiche e, alla fine, si portano a casa finali prestigiose, promozioni, titoli e trofei.

Ne sa qualcosa Luciano Spalletti, che con il suo Zenit San Pietroburgo ha appena vinto la seconda Russian Premier League consecutiva. L’ex tecnico di Roma e Udinese, in Russia è diventato una garanzia. In meno di due anni ha messo in bacheca, oltre agli scudetti, una Coppa e una Supercoppa nazionale. Lo Zenit non solo vince, ma gioca anche bene. E il merito è tutto del tecnico di Certaldo.

Gli allenatori italiani stanno sbancando anche in Inghilterra. Mancini, Di Matteo e Di Canio: tutti e tre leader nel Paese che ha inventato il calcio. Il “Mancio”, dopo la vittoria nel derby di Manchester, è vicino alla conquista della Premier League. Ai citizens il primo posto in campionato manca dal lontano 1968. Sarebbe un traguardo storico, che si aggiungerebbe alla Coppa d’Inghilterra dello scorso anno.

Se la fama degli allenatori italiani all’estero è alta è anche merito di Roberto Di Matteo. La ricetta con cui ha conquistato il fine palato degli spettatori d’oltre Manica è semplice: nessun fronzolo, cura della fase difensiva e contropiede. Si può vincere anche così. All’italiana. Badando alla sostanza. L’ex giocatore della Lazio lo sa bene. Ha imparato la lezione e adesso la sta applicando senza sbavature. Di Matteo aveva cominciato la stagione al Chelsea come secondo di Andrè Villas-Boas. Poi, a marzo, l’esonero del tecnico portoghese. La panchina viene affidata all’italo-svizzero. Per molti era un semplice tappabuchi, in attesa di un nuovo allenatore. Ma i fatti stanno dimostrando che non è così. Con Di Matteo i Blues sono riusciti a risalire in classifica e a conquistare la finale di Champions League. A farne le spese, prima il Napoli e poi gli extraterrestri del Barcellona. Mica male per un traghettatore…

Nel Paese di sua Maestà è andato a cercar fortuna anche Paolo Di Canio. Grazie a lui lo Swindon Town si è guadagnato la promozione dalla League Two alla League One (la nostra Lega Pro). E non solo. Di Canio ha portato i bianco rossi fino al quarto turno della Fa Cup dopo aver battuto il blasonato Wigan.

Ma non c’è solo l’Inghilterra. Dario Bonetti da aprile siede sulla panchina della Dinamo Bucarest. Non ha ancora vinto nulla, ma lotta per il campionato romeno (è secondo a tre punti dal Cluj capolista) e il 23 maggio cercherà di portarsi a casa la coppa di Romania nella finale contro i cugini del Rapid Bucarest.

E poi c’è Trapattoni. Lui gli irlandesi li ha conquistati subito: un po’ del suo inglese coraggioso, qualche traduzione ardita, la giusta dose di battute, i gatti e i sacchi. In mezzo ci ha messo anche una qualificazione agli Europei di giugno. Già, gli Europei. Quelli in cui l’Irlanda e l’Italia si troveranno l’una di fronte all’altra nello stesso girone. E chissà se di fronte agli azzurri il Trap farà valere la regola dell'allenatore italiano vincente all'estero.

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