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05 maggio 2012

Shindler list, City-United: i capitoli di un duello infinito

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I tifosi del Manchester City aspettano un nuovo successo in Premier League da 44 anni

"La mia vita rovinata dal Manchester United" è il titolo del libro di Colin Shindler da sempre avvilito dai successi di un avversario imbattibile. La squadra di Mancini può vincere la Premier dopo 44 anni. Il City però non è più quello di una volta

di Augusto De Bartolo

"Mancini ha ragione, non è ancora finita"
. Soprattutto per chi attende un successo in Premier League da 44 anni. L'ultima volta del City campione è stata una delle poche gioie che hanno scandito la passione sportiva di Colin Shindler, autore del libro "La mia vita rovinata dal Manchester United" (DalaiEditore pag. 363), cresciuto nel quartiere ebreo ortodosso di Manchester, dunque tifoso dei Citizens, "vittima" di una duplice non-scelta coraggiosa. La furia ironica rivolta al potere economico e all'arroganza di un avversario imbattibile come lo United, improvvisamente gli si è ritorta contro a causa della trasformazione della sua squadra, ora diventata il City degli sceicchi e dei campioni super-pagati. Questo ha dato vita all'idea di un nuovo libro "La mia vita rovinata dal Manchester City", di prossima pubblicazione. Due sentimenti solo all'apparenza contrastanti, perché al cuore non si comanda e nella lotta al titolo di campione d'Inghilterra la preferenza è tutta per gli uomini del Mancio. 

Signor Shindler finalmente il City è vicinissimo a vincere la Premier 44 anni dopo, come si sente?
"Sono contentissimo, se vinceremo lo avremo fatto soffiando il titolo allo United. Tuttavia sono preoccupato dalle implicazioni di una vittoria ottenuta spendendo tanti soldi, questo è il motivo per cui ho scritto il nuovo libro".

In "La mia vita rovinata dal Manchester United" lei scrive che se lo United non vince nulla c'è qualcosa che non va nel mondo. Probabilmente quest'anno Ferguson non otterà alcun successo, cosa ne pensa?
"Felicissimo che loro non vincano nulla. E' una cosa magnifica".

Dunque è questo il motivo della crisi economica, delle ingiustizie, di un mondo che un po' va alla deriva?
"Purtroppo la crisi economica, il riscaldamento globale, le intolleranze religiose sono i veri problemi del mondo. Vorrei dare la colpa al Manchester United, ma non posso".

Tornando seri, mi dica cosa significa essere un tifoso del Manchester City e quali differenze ci sono con quelli dello United?
"I tifosi del City sono (o erano) molto più pazienti, con uno spiccato senso dell'umorismo, molto meno arroganti di quelli dello United. I tifosi del City sono quelli originari proprio di Manchester, ma tutto ciò cambierà a causa delle scelte dei proprietari".

Quale sarà la differenza tra la vittoria del 1968 e quella eventuale di quest'anno?

"Il successo del '68 fu conquistato da bravi calciatori che giocarono insieme un po' di anni. Erano ben allenati e quella era una vera squadra in cui ognuno credeva nell'altro. Nessuno pensava di essere una star, ognuno anteponeva l'importanza della squadra alla propria".

Se dovesse indicare un uomo-squadra chi sceglierebbe?

"Credo che Joe Hart e Vincent Kompany, incarnano il lavoro duro, l'abilità e la dedizione disinteressata. E' quello che io ammiro".

Come giudica il lavoro di Mancini?
"Non sono un tifoso di Mancini. Ha detto che Tevez non avrebbe più giocato nel club (giusto), ma poi ha fatto il contrario (sbagliato). Non mi piace il modo in cui va su e giù per la linea del fallo laterale sventolando cartellini immaginari. Non penso che ai giocatori piaccia molto. Un mio amico italiano mi dice che Mancini non ha mai dovuto costruire una squadra senza soldi, è successo all'Inter e al City. Gli allenatori sono giudicati meglio quando costruiscono squadre vincenti dal basso come Brian Clough. Mercer e Allison insieme sono meglio di Mancini e di chiunque".

E Balotelli? E' un genio o un matto?
"Mario è un buon giocatore ma non un grande giocatore, un uomo e un compagno di squadra scadente, probabilmente per ragioni sociali nel suo background. La sua età mentale è la stessa di un quattordicenne. Se lascerà il club in estate come Mancini ha fatto capire nessuno lo rimpiangerà".

Questo è il City degli sceicchi. Se oggi lei fosse un ragazzo cresciuto nel quartiere ebraico ortodosso di Manchester ne sarebbe tifoso?
"Penso che ai ragazzi piaccia tifare squadre vincenti. Vedo a Manchester giovani ebrei ortodossi che certamente crescono come tifosi dei Citizens, ma forse non sono così ortodossi!"

Se nei prossimi anni il City vincerà molti trofei i suoi tifosi potrebbero abbandonare il loro "fascino di perdenti"?

"Non lo perderanno perché vinceranno qualcosa, ma è un processo già cominciato, per questo ho scritto il nuovo libro".

Come nel 1968 nelle ultime partite il City affronterà il Newcastle mentre lo United il Sunderland. Vinsero i Citizens. E' un segno del destino?
"Certamente, se il City batterà i Magpies vincerà il titolo, ma tuttavia, sarà una gara nervosa e combattuta come la partita di lunedì scorso. Per me non sarà come nel 1968 ma per tanti tifosi che non erano ancora nati all'epoca questo sarà un anno che ricorderanno a lungo".

Se il City vincerà la sua vita sarà un po' meno rovinata dal Manchester United?
"Sono felice della mia vita, ma il Manchester United non mi piacerà mai soprattutto se Alex Ferguson sarà ancora l'allenatore".

Se vincerà lo United?
"Se vinceranno mi consolerò con il fatto che lo sceicco avrà speso un miliardo di euro e non avrà vinto nulla, ma non sarò mai felice di una vittoria dei Red Devils".

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