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23 maggio 2012

Euro 2012, Platini: la Timoshenko? Non mi occupo di politica

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L'ex premier Timoshenko, in carcere e quand'era alla guida del governo

Mancano solo 2 settimane all'inizio di Euro 2012 e Michel Platini, presidente della Uefa, dribbla le domande relative al trattamento riservato in Ucraina all'ex premier Yulia Timoshenko . Ed è polemica per le dichiarazioni rilasciate da Philipp Lahm

"Io non faccio politica". Mancano solo 2 settimane all'inizio di Euro 2012 e Michel Platini, presidente della Uefa, dribbla le domande relative al trattamento riservato in Ucraina all'ex premier Yulia Timoshenko. Il caso politico monopolizza l'attenzione nell'avvicinamento all'evento.

"Ognuno deve fare ciò che gli compete. E io non mi occupo di politica", dice Platini, chiarendo la posizione della Federcalcio continentale. Al numero 1 della Uefa non sono piaciute le dichiarazioni rilasciate recentemente da Philipp Lahm: "Non ritrovo la mia visione dei diritti democratici fondamentali, dei diritti umani, delle libertà individuali e della libertà di stampa nell'attuale situazione politica in Ucraina", aveva detto il capitano della Germania.

"Lui può dire ciò che vuole, non mi interessa. Il signor Lahm non è il mio capo: è il capitano della Germania, non è il capitano della Uefa", la replica graffiante di Platini. Il presidente Uefa, almeno, nei contatti con il governo di Kiev ha provato a soffermarsi sul caso Timoshenko: "La reazione è stata chiara: 'Occupatevi dei vostri affari. Questo non rientra nelle vostre responsabilità, è una questione che riguarda l'autorità giudiziaria ucraina"'.

"Tutti sono stati felici per la scelta di Polonia e Ucraina. Cosa facciamo quando cambia un governo? Togliamo l'evento sportivo a un paese per motivi politici? Posso farvi vedere quale è stata la reazione nel momento in cui Euro 2012 è stato assegnato a Polonia e Ucraina", prosegue Platini. "Tutti applaudivano e accoglievano con favore l'apertura a Est. Quelli che ora prendono le distanze, quattro anni fa elogiavano la decisione con cui ci aprivano a Polonia e Ucraina. Se ora non vogliono venire, non vengano. Altrimenti, verranno in Ucraina", dice ancora stigmatizzando l'atteggiamento di chi ha mutato opinione.

Non sembrano esserci più preoccupazioni, almeno, per l'organizzazione. Dopo mesi di allarmi, tra ritardi e passi falsi, il quadro è completo: "E' tutto pronto, non ci sono più grossi problemi. I due paesi vogliono mostrare che sono in grado di allestire un torneo splendido. L'evento è importantissimo per la popolazione di Ucraina e Polonia". E se qualcosa andrà storto, non sarà un dramma:  "Sappiamo tutti come andranno le cose, come e' sempre successo in  ogni Mondiale o in ogni Europeo. Il primo giorno sarà complicato, la  situazione migliorerà il secondo giorno e nel terzo tutto andrà bene"...

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