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02 giugno 2012

L'Italia ricomincia da tre: chi si salva dalla batosta russa

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Nonostante la sconfitta con la Russia, Prandelli è obbligato a considerare i lati positivi della gara. Buffon è rimasto concentrato nonostante le accuse che gli vengono mosse, Pirlo è il più lucido a centrocampo. A Balotelli manca solo la zampata vincente

Due giorni di riposo e da lunedì tutti gli azzurri nuovamente a Coverciano. Dopo la pesante sconfitta di ieri in amichevole sera a Zurigo contro la Russia per 3-0, questa mattina l'Italia è tornata al Centro tecnico federale dove ha svolto prevalentemente un lavoro di scarico. Successivamente i nazionali hanno lasciato Coverciano.

Il primo a partire è stato Balotelli, verso le 11, con la sua Ferrari rossa, perché aveva iniziato prima dei compagni l'allenamento. Più tardi, verso le 11.50 Buffon e a seguire Giaccherini, Bonucci, Bargagli, Giovinco, Borini, Diamanti, Montolivo, Cassano, Di Natale, Pirlo, Marchisio e tutti gli altri. Nessuno ha voluto rilasciare dichiarazioni. Ultimo a lasciare Coverciano il Ct Cesare Prandelli. Gli azzurri dovranno tornare a Firenze entro le 12 di lunedì 4 giugno e nel pomeriggio è fissato un allenamento a porte chiuse. Martedì 5, invece, allenamento al mattino sempre a porte chiuse mentre alle 15.30 partenza dall'aeroporto di Pisa per Cracovia con arrivo alle 17.25, mentre alle 19 è previsto il primo allenamento in Polonia, presso lo stadio Municipale di Cracovia. Poi la sfida alla Spagna. Per quella partita l'Italia ripartirà da tre piccole certezze:

Gigi Buffon:
una parata su Zhirkov, qualche brivido, un palo che lo salva, la testa che pesa un po' di più, al lordo dei pensieri e delle critiche, al netto del cuore. Guanti bianchi e rossi, più rossi che bianchi, e poi il verde che è quello del campo: assomiglia molto alla solita bandiera. Non è indagato. E' il capitano della Nazionale. Quando esce, se ne sente la mancanza.

Mario Balotelli:
lo cercano, lo trovano, lo lanciano, lo coccolano spingendolo sempre più in là, verso la porta della Grande Madre Russia. E lui corre, attacca, calcia ma non scalcia, sfiora il gol, addirittura difende, andandosi a prendere il pallone davanti a Buffon. Primo tempo da leader, secondo (con ammonizione) no.

Andrea Pirlo:
è quasi noioso, nella sua bellezza e nella sua semplicità. Prende il pallone, alza la testa, fissa il compagno (meglio se lontano) e gli sbatte il pallone sul piede. Poi prende il pallone, alza la testa, fissa il compagno e gli sbatte il pallone sul piede. Poi prende il pallone, alza la testa, fissa il compagno e gli sbatte il pallone sul piede...

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