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06 giugno 2012

Euro 2012, o i duellanti del Default. Germania contro tutti

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Un tabellone borsistico: sembra fatto apposta per alludere alle sfide di Euro 2012

L’Europa dei pigs (Portogallo, Italia & Irlanda, Grecia, Spagna) per un mese contro la Grande Germania. Riusciranno i Paesi a rischio-fallimento a ribaltare le classifiche? Euro 2012, primissima volta di un Sud in complesso d’inferiorità che ci prova

di PAOLO PAGANI

Grecia, Portogallo, Spagna, Irlanda (e Italia). Diciamocelo: quante volte in questi mesi di Borse elettriche e spread assassini abbiamo letto dei “pigs” d’Europa, Paesi suini, a rischio fallimento, senza però riuscire ad andare oltre l’astrazione dei numeri? Listini, grafici, tabelle, esoterici trend macroeconomici. Adesso no, adesso eccoli qua. Casacche stirate e bulloni in resta. Tutti contro. Tutti assieme. Italia compresa. In carne, garretti e muscoli tirati. L’Europa più debole in campo contro la Grande Germania caput Europae (più Olanda, altra contabilità virtuosa).

Palla al centro, niente Eurobond - Euro 2012 ci regala allora uno spettacolo da scintille: l’occasione di vedere  grugno contro grugno, polpacci e sudore veri, i duellanti del Default. Proprio come predicava messer Niccolò, quel furbacchione di un Machiavelli, gli altri mezzi chiamati a rappresentare la continuazione della Politica stanno, da questa settimana, davanti agli occhi di un Continente intero. Tirare calci a un pallone, poveri, poverissimi contro ricchi per tagliare i tassi, limare i differenziali, ribaltare le classifiche. Massì: Euro 2012, primissima volta di un Sud Europa in complesso d’inferiorità che se la gioca sul serio. Palla al centro, niente Eurobond. La Sovranità è tutta da decidere.

Quei ct “scudi umani” anti Merkel - Grecia, Portogallo e Spagna già sull’orlo dell’abisso. Italia a un passo appena, Irlanda fresca di referendum pro-fiscal compact, quella tagliola alle spese sociali e solidali che garantirebbe provvisoria sopravvivenza ai paria, a Germania piacendo. Trap, Prandelli, Del Bosque, Fernando Santos (portoghese  spiovuto sulla panchina greca, tu pensa: tipico pesce caduto dalla padella nella brace), Paulo Bento: ct scudi umani a sbarrare, sulla trincea delle zolle polacco-ucraine che già assistettero a un altro strapotere tedesco, la Kraft merkeliana, l’arroganza dei forti nibelunghi. Tassi di disoccupazione giovanile che oscillano fra il 30 e il 50%? E’ solo Economia & Commercio. Questa volta non c’è Darren O’Dea, per dire di un giovinotto irlandese classe ’87, che possa soffrire soggezione rispetto al (quasi coetaneo, benché più abbiente) Neuer germanico di turno.

E chissà in un mese cosa capita - E cosa produrrà, alla scadenza dei modesti Buoni del Tesoro pallonaro, il giorno 30 di giugno? Data conclusiva del torneo che dall’Atlantico agli Urali sta per impegnare la meglio gioventù in braghette. Eurostelle imprevedibili? Valori in controtendenza, espressi magari da mercati finanziari asfittici? Possibile che da un Cassano inginocchiato la nemesi eurocalcistica ricavi un Draghi professorale, un italiano riscattato insomma, che impartisce severe lezioni a un Lahm? Se adesso siamo allo Spanic, il panico spagnolo delle banche in rotta forse più terrificante della Grexit, l'uscita della Grecia dall'euro, chissà fra un mese?

Ma l’Europa, in fondo, esiste? - Tenendo presente che, curriculum fiscali a parte, l’Europa dello Sport in fondo non esiste. O è a geometria molto, molto variabile. Così quello d’eleggere il Migliore resta un utopico wishful thinking, una nostra benevole speranza di meritocrazia. Perché ogni Sport, si sa, ha la sua Europa: Israele e Kazakistan ne fanno parte? Sì, anche se per lo sci Astana ha appena ospitato i Giochi invernali d’Asia. E che fine fanno le due Nazioni britanniche, Gran Bretagna e Irlanda? Diventano cinque nel calcio, sdoppiandosi Eire e Irlanda del Nord in aggiunta alla trimurti Inghilterra, Scozia e Galles… Senza dire che, per l’Onu, la Russia è Europa sino a Vladivostok (più a Est della Corea), ma Cipro è asiatica anche se dimora nella Ue e utilizza l’euro per far la spesa. Bel dilemma.

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