10 giugno 2012

Le pagelle di Italia-Spagna. Azzurri promossi alla prima

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Aver superato l’ostacolo è la migliore garanzia per Prandelli: è sulla strada giusta. Il recupero di Cassano, le invenzioni di Pirlo, il fiuto della rete di Di Natale. E Buffon più grande di tutti. Balotelli? Il gol lo si deve alla sua uscita...

ITALIA
Prandelli

A Danzica nasce la sua nazionale Solidarnosc: tutti uniti per ottenere anche l’impossibile. Inizio più difficile non avrebbe potuto sostenere. Aver superato indenne l’ostacolo dei campioni è la migliore garanzia per rafforzare indenne la pazza idea nata dopo la disfatta con la Russia.
Cassano
Durante l’Europeo di otto anni fa nacque la sua favola azzurra, ora deve soprattutto rinfrescare la memoria. E’ il giocatore di maggior talento, ma anche il protagonista di una straordinaria storia di recupero fisico. Ogni partita per lui è una prova generale, la prima è andata bene.
Balotelli
Prandelli non lo confesserà mai apertamente, ma quando lo ha visto indolentemente avanzare verso Casillas, senza accelerare il passo, deve essersi infuriato parecchio. Di Natale in campo è stata la conseguenza più immediata. Così il gol del vantaggio diventa anche merito di Balotelli.
Pirlo
Sarebbe titolare in tutte le formazioni del mondo, anche nella Spagna del possesso di palla vorticoso. Ma le sue invenzioni restano un marchio di fabbrica che tutti ci invidiano. In questa partita d’esordio la conferma di quel che tutti noi sapevano. Si conservi a lungo.
Di Natale
Dall’ultimo gol in Sudafrica al primo gol in questo campionato Europeo: il filo è stato ripreso nonostante il lungo distacco e i mille dubbi. Ha un senso della rete che gli permetterebbe di calciare a occhi chiusi. Con il gol deve averli riaperti definitivamente a Prandelli.
Buffon
Quando s’è visto davanti Torres, deve aver riletto in un istante i pensieri di una settimana. E li ha scacciati tutti con la decisione più intelligente che potesse prendere. Un grande portiere, anzi il più grande, si giudica anche da questi particolari.
De Rossi
In Nazionale giocherebbe anche in porta pur di esserci con quella maglia. Ha provato a dare il massimo in una difesa alla quale la Spagna non ha fornito punti di riferimento. Paradossalmente peggio quando entra Torres, o la brutta copia di quel che tutti ricordano.

SPAGNA
Del Bosque
Si può imitare il Barcellona senza Messi? O il Real senza Cristiano Ronaldo? L’equivoco della prima ora è tutto qui, nel maldestro tentativo di imitare una formula senza crearne una propria. L’attacco senza attaccanti è un concetto vuoto, anche se Torres rappresenta una bella attenuante.
Iniesta
Anche per lui Messi rappresenta croce e delizia. Delizia per averlo al fianco nel Barcellona, croce perché non riesce a farne a meno. Resta lui il più forte dei campioni del mondo, ed è sempre colpa di Messi se non gli arriva mai il Pallone d’oro. Uno scherzo del destino.
Fabregas
Alla fine il suo lavoro lo ha fatto benissimo: un gol che esorcizza l’incubo di una sconfitta, ma la pretesa di averlo attaccante principale è apparsa un po’ eccessiva. Arriva a questi Europei dopo un 2012 vissuto soprattutto in panchina. Ritrovarsi centravanti è stato un po’ strano.
Torres
Deve essere stato il chiodo fisso di del Bosque nelle ultime settimane. Le due occasioni fallite pesano come condanne sul suo futuro, le difficoltà sopportate contro l’Italia prima del suo ingresso sono l’argomento che potrebbe salvarlo. Con la condizionale.
Silva
Sua l’invenzione più bella, ma sue anche certe lentezze che per la Spagna rappresentano un ritorno al passato, quando, quella che oggi è la nazionale più vincente del mondo, non raccoglieva niente. Avrà tempo per dimostrare che in questa squadra vale quanto un jolly.

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