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10 giugno 2012

Spagna-Italia, Napolitano: vincere incoraggia chi è in crisi

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Il presidente della Repubblica lega il match alla crisi. Ancora qualche ora, poi Euro 2012 inizierà anche per gli azzurri e per i campioni d'Europa. Il premier spagnolo Rajoy sugli spalti con Platini. Prandelli: 3-5-2 con Giaccherini a sinistra

"C'è una crisi economica e finanziaria, e questa è una cosa. Il calcio è un'altra, ma vincere incoraggia i Paesi che stanno vivendo momenti difficili" ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che assisterà allo stadio di Danzica al "derby dello spread" fra Italia e Spagna. "Certo, a vincere è uno solo", ha aggiunto il capo dello Stato, che evidentemente non contempla il pareggio fra le ipotesi possibili.

Napolitano, all'arrivo al monumento a Solidarnosc, ha salutato alcuni tifosi in maglia azzurra che lo avevano acclamato. Poi, dopo aver deposto la corona di fiori e un breve momento di raccoglimento, il Capo dello Stato si è brevemente intrattenuto con i cronisti. A chi gli chiedeva se avrebbe fatto visita alla Nazionale azzurra in ritiro, ha risposto: "Al momento non ho fatto programmi". Napolitano ha parlato del senso di Solidarnosc ("è stata una grande cosa, una scuola che ancora oggi dà frutti per la Polonia"), e ha poi risposto a chi gli chiedeva della coincidenza tra la sfida calcistica tra Italia e Spagna e la crisi dei paesi europei. "La crisi economica e finanziaria è una cosa - ha detto - altra la continuità della presenza dei due Paesi a competizioni sportive così importanti. Le opinioni pubbliche di Italia e Spagna si augurano un successo, che può contribuire a incoraggiare i Paesi in questo momento di difficoltà". A proposito dell'Europeo, il presidente della Repubblica ha sottolineato come sia "positivo che vi siano manifestazioni sportive di spirito unitario: è importante che questo si consolidi, in ogni settore". Napolitano ha infine separato la sua presenza a Danzica nel giorno della partita dalla delicata situazione legata al calcioscommesse: "Non c'è alcuna relazione tra la mia presenza qui, a nome dell'Italia e per gli azzurri, e il momento di difficoltà del nostro calcio dal punto di vista organizzativo e nell'ambito giudiziario".

Accorrono i tifosi - Ancora qualche ora, poi Euro2012 inizierà anche per gli azzurri e per i campioni d'Europa in carica. Sarà un debutto da brividi. E' subito big match, probabilmente la partita più importante del torneo perchè, al di là della classifica, è in grado di cambiare tutto, dare entusiasmo e coraggio, restituire certezze. Potrebbe non essere una sfida alla pari sugli spalti. Per le strade di Danzica infatti non c'è partita. I tifosi spagnoli hanno invaso la città colorandola di rosso. Tutti con la maglia della "Seleccion" e le bandiere della "Roja", tutti uniti, baschi, catalani e castigliani, per la Spagna. Organizzati con tamburi, trombe e quant'altro, rumorosi come non mai, gli spagnoli hanno vinto la sfida del tifo pre-partita. Di italiani in giro se ne vedono pochi. Qualche maglia azzurra spunta e spicca tra le maglie rosse, l'atmosfera è tranquilla, c'è amicizia e sportività, anche se qualche coro sui nostri scandali gli spagnoli non ce lo risparmiano. Secondo gli ultimi dati allo stadio ci saranno 39.360 spettatori, i biglietti venduti agli spagnoli sono 7.072, 6.550 quelli che sono andati agli italiani. C'è anche qualche bagarino in azione (un nostro connazionale vende un biglietto di 1 categoria a 300 euro, quello di 2^ a 200).

La formazione dell’Italia - Per fermare i campioni del mondo e d'Europa servirà la migliore Italia. Prandelli ha deciso di puntare sul 3-5-2 con De Rossi centrocampista "prestato" alla difesa. Farà il centrale, ma dovrà dare una mano anche in fase di costruzione, soprattutto se gli spagnoli dovessero cercare di bloccare Pirlo, il regista di questa Italia che in attacco dovrebbe puntare su Cassano e Balotelli, almeno inizialmente. Tornando al pacchetto arretrato, Bonucci è in vantaggio su Ogbonna sul centro-destra, mentre Chiellini completerà il reparto. A centrocampo Maggio a destra, quindi Thiago Motta, Pirlo e Marchisio, poi a sinistra Balzaretti e Giaccherini si giocano una maglia.

Rajoy presente - "Se la situazione non fosse stata risolta non sarei mai andato" a vedere la partita della nazionale spagnola. "E' ovvio che se non avessimo la linea di credito non sarei mai andato". Così il premier spagnolo, Mariano Rajoy, ha motivato la sua decisione di partire per la Polonia per assistere alla partita Spagna-Italia. "Io oggi vado in Polonia a vedere la partita - ha spiegato Rajoy - perchè la squadra spagnola è la squadra campione del mondo e d'Europa ed è giusto che il presidente sia presente alla partita inaugurale. Vado perché mi ha invitato in modo molto speciale il presidente polacco. Parto alle 2 del pomeriggio e torno alle 9 di sera. Domani sarò qui per l'insediamento del nuovo governatore della Banca centrale spagnola. Se la situazione non fosse stata risolta - ha ribadito - non sarei mai partito".

Tribuna piena di autorità - Oltre al Premier spagnolo la tribuna d'onore sarà piena di autorità. Ci saranno infatti anche il principe Felipe di Spagna e la moglie, oltre al presidente polacco Bronislaw Komorowski. In tribuna anche il numero 1 del Coni, Gianni Petrucci, e il segretario generale, Raffaele Pagnozzi. Presenti anche il presidente Uefa, Michel Platini, e il tecnico del Real Madrid, Josè Mourinho.

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