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14 giugno 2012

Pari alla prima? Si passa il turno in 5 casi su 8...

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Il gol di Di Natale nel match d'esordio degli azzurri contro la Spagna (Foto Getty)

I precedenti rassicurano gli Azzurri: un pareggio all'esordio non compromette nulla. A patto di vincere stasera (ore 18) la seconda gara contro la Croazia. E in caso di nuova "X"? Gli Europei del 2004 e il Mondiale risvegliano brutti ricordi...

di Vanni Spinella

Diciamolo pure: contro la Croazia vincere non è importante, è l'unica cosa che conta. Due punti dopo due partite (ipotizzando di pareggiare contro Modric e compagni) difficilmente garantirebbero il passaggio del turno, e i precedenti storici, in questo senso, sono spietati quanto illuminanti.

Considerando sia Europei che Mondiali (naturalmente solo le edizioni in cui si è giocata la fase a gironi iniziale), l'Italia ha esordito con un pareggio in 8 occasioni (3 volte agli Europei, 5 ai Mondiali). In 5 casi, alla fine della fase a gironi, si è qualificata: 4 volte come seconda classificata, una volta chiudendo in testa al gruppo.Un primo sospiro di sollievo: il pareggio iniziale non compromette nulla, almeno nella maggior parte dei casi.

Ora però viene il bello. Perché, come dicevamo, è sempre il risultato della seconda partita ad essere determinante. Negli otto casi considerati, dopo l'esordio con segno X, gli Azzurri hanno vinto la seconda partita in 3 occasioni (Euro ‘80, Euro ‘88, Mondiali ‘98) e hanno sempre passato il turno. Una vittoria contro la Croazia, insomma, stando ai precedenti, significherebbe andare avanti.  In un solo caso il pareggio alla prima è stato seguito da una sconfitta (Mondiali 1962, 0-0 con la Germania e 0-2 con il Cile): finimmo eliminati, con l’inutile vittoria per 3-0 sulla Svizzera.

Restano da esaminare 4 casi, in cui l'Italia ha collezionato 2 pareggi nelle prime 2 partite del girone. La buona notizia è che in due occasioni gli Azzurri passarono il turno, e in due no. Cinquanta-e-cinquanta, direte voi.
E invece no: la cattiva notizia è che il doppio pareggio ci ha sorriso in due edizioni (Mondiali ‘82 e ‘86) in cui la vittoria valeva 2 punti, anziché 3, e la differenza tra vincere o pareggiare era dunque minima.

Fu pareggio-pareggio a Euro 2004, quello del famoso “biscotto” tra Danimarca e Svezia: 0-0 con i danesi, 1-1 contro Ibra, e ciao Italia (nonostante la vittoria sulla Bulgaria). E fu doppio pareggio anche al recente Mondiale Sudafricano: 1-1 con Paraguay e Nuova Zelanda, naufragio finale contro la Slovacchia. Conclusione: temevamo la Spagna, ci rendiamo conto che il vero ostacolo, probabilmente, è la Croazia.

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