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16 giugno 2012

Rivoluzione azzurra, per Balotelli niente Irlanda

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L'attaccante del Manchester City soffre di un risentimento al ginocchio destro che gli ha impedito di disputare la partitella nell'allenamento. Al suo posto contro l'Eire Antonio Di Natale

Mario Balotelli non giocherà l'ultima partita del girone degli azzurri all'europeo contro l'Irlanda perché infortunato al ginocchio destro. Al suo posto il ct Prandelli manderà in campo Antonio Di Natale. Balotelli, informa un comunicato della Figc, è uscito "anzitempo dall'allenamento di questo pomeriggio a causa di un leggero risentimento al ginocchio destro. Il giocatore sarà valutato domenica dal responsabile medico della nazionale, professor Enrico Castellacci".

Il ginocchio destro è lo stesso che in passato aveva provocato problemi al giocatore, costringendolo anche a un intervento al menisco e a uno stop di due mesi.

Buffon: "Basta parlare"
- "Riflessione della giornata: mamma mia... sic transit gloria mundi... è da due giorni che si parla solo ed esclusivamente di "biscotto", biscotto di qua, biscotto di là, biscotto di su, biscotto di giù...", così scrive il capitano della nazionale sul suo account Facebook.

"Come se avessimo già vinto la partita con l'Irlanda, come se gli altri non avessero il sacrosanto diritto di sentirsi offesi da tali illazioni, che appartengono solo ed esclusivamente a noi, come se gli altri non avessero il privilegio di pensare che Trapattoni con l'Irlanda potrebbe avere un occhio di riguardo nei confronti nostri (cosa assolutamente da escludere), come se la cultura del sospetto appartenesse solo a noi e noi fossimo gli unici a poterla esercitare".

"Come se pareggiare fosse uguale a fare 2-2 - aggiunge ancora Buffon -, come se accontentarsi di un risultato (che soddisfa entrambi) negli ultimi 20 minuti fosse uguale a mettersi d'accordo, come se i colpevoli fossero sempre gli altri, come se le responsabilità non spettassero mai a noi, come se il potersi trovare in una situazione favorevole non fosse mai frutto del merito ma sempre e solo della fortuna sfacciata o del caso, come se ammettere che gli avversari sono stati più bravi fosse uno smacco inaccettabile per il nostro ego, come se per nascondere le nostre insicurezze e fragilità avessimo sempre bisogno dell'alibi, come se sapere se ci sono due omosessuali in Nazionale fosse l'unico interesse del paese, come se ,alla fine di questi giorni di caccia alle streghe, si scoprisse che all'estero sono migliori di noi... Vabbè...".

E poi la conclusione: "Come se questi pensieri servissero a qualcosa... Pensiamo a noi e cerchiamo di vincere, il resto è aria fritta, discorsi da bar, congetture da mediocri, argomentazioni da perdenti..."

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