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17 giugno 2012

Italia, soliti sospetti. E venne il giorno del "pasticcino"

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Lunedi la prova-biscotto: Spagna e Croazia si accorderanno per un pari anti-Italia? Sospettarlo, da parte nostra, equivale a mostrare una lunga coda di paglia. Il nostro calcio e' al di sotto di ogni sospetto

di PAOLO PAGANI

E venne il giorno del Biscotto. Da morire dal ridere. La sontuosa vittoria della Spagna sull'Irlanda, dopo il rachitico pareggio tra Italia e Croazia, costringe com'è noto gli azzurri a fare i conti non solo con se stessi, ma anche con incroci altrui. Soprattutto col risultato di un altro incontro. Perché la classifica del girone C, lunedì di nuovo in campo per l'ultima volta, è malinconicamente la seguente: Croazia 4, Spagna 4, Italia 2, Irlanda 0. In caso di biscotto (nomignolo da pasticceria dolce per occultare un amaro e malandrino stratagemma: nel caso, un accordo di pareggio) tra Spagna e Croazia, ciao Italia. Un punto a testa, 5 in classifica generale, e i Nostri fanno le valigie per le vacanze anticipate qualunque sia l'esito del confronto diretto col Trap dell'acquasanta.

Da morire dal ridere. Siamo demagogici, ché per una volta forse è il caso: nel Paese della compravendita di partite in tutte le serie, dai senatori della A ai paria delle categorie minori, si strilla preventivamente al complotto in conto terzi. Temendone la nemesi. Di più: si invoca trasparenza. Anzi, la si presuppone ovvia. Tipico argomento di chi diffida, perché sa quant'è ingenuo e autolesionista fidarsi. Si citano a testimoni gli occhi del mondo, di fronte ai quali, si dice, sarà impossibile possa darsi un misfatto di tale disonorevole portata.

Nel Paese in cui un giocatore narcotizzava i compagni di squadra perché da intontiti perdessero gli incontri, e nel quale la magistratura inquirente equipara l'indegna pratica delle combine agonistiche alla corruzione politica, si mettono farisaicamente le mani avanti. Coda di paglia? Fate voi. Che il solo pensiero  tormenti le menti di aficionados e addetti ai lavori pallonari, in fondo già questo è sintomo che il dottor Freud considererebbe minimo sindacale per produrre una parcella. E lo stato del pianeta del calcio nostrano, per prendere in prestito dalla Politica aggettivi e procedure, non autorizza certo ottimismi di sorta.

Siamo dunque alle solite, la situazione è grave ma tutt'altro che seria. Andreottismi di maniera  e di arci-italiana tradizione inducono a convincersi che sospettare sarà pure peccato, ma a farlo ci si azzecca sempre. Salvo scordare, come i catechismi predicavano coi primi calci alla palla all’oratorio, che chi la fa se la deve aspettare. E allora almeno taccia, per favore.

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