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18 giugno 2012

Qui Cusano, benvenuti a Trapland: "Vi racconto Giuan..."

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Il Trap allena la nazionale dell'Eire dal 2008

Viaggio alle porte di Milano. Dove un vecchio amico del tecnico irlandese racconta chi è l'uomo che affronta l'Italia . Dalle partitelle in cortile fino al successo. "E' una persona eccezionale, non è mai cambiato"

di Roberto Brambilla

"Il Trap? E' una persona eccezionale e non è cambiata per nulla". Un suo vecchio amico definisce così Giovanni Trapattoni, alla vigilia Italia-Irlanda. "Il Giuan e io – spiega l'uomo, che chiede di non rivelare il suo nome – siamo nati tutti e due a Cusano a 200 metri di distanza, io in viale Matteotti, lui in via XXIV maggio". Una zona di cascine dove ora sorge la posta e il municipio. "Siamo andati allo stesso asilo e nella scuola elementare- prosegue- e siamo praticamente cresciuti insieme". "Giovanni da ragazzo? Mai stato uno scavezzacollo, era un bambino tranquillo e rispettoso".

Un legame che si è rafforzato dopo la scuola, sui campetti della Cusano degli anni Quaranta. "Prendevamo a calci qualunque cosa rotolasse – racconta il 75enne – si giocava per strada, in cortile, nel vecchio oratorio San Martino a Cusano o all'angolo tra via Ticino e via Tagliabue". "Lì dove ora ci sono i grattacieli – racconta ancora - c'era un campo in terra battuta, era molto famoso per i tornei serali tra i bar della zona e per cambiarsi bisognava andare nel palazzo di fronte, in una cantina prestata da mio zio in occasione delle partite".

Lunghe partite che vedevano quasi sempre il Trap tra i protagonisti. "Se il Giovanni era bravo? Beh faceva parte di quei cinque o sei di noi che si "alzavano dalla media", ma solo lui è arrivato dove è arrivato". Una grande carriera sia in campo che in panchina che l'ha fatto diventare l'allenatore più vincente del calcio italiano.

Un successo che però non ha mai spezzato il suo rapporto con Cusano Milanino e con i suoi amici. "Il Trap in tutti questi anni – spiega l'uomo – l'ho sentito sempre e quando tornava ci siamo sempre visti tutti". Tra i ritrovi storici del Trap il bar sotto i portici davanti al municipio o "Da Wolgango", bar-tabaccheria di via Marconi. "Adesso però – spiega l'uomo – è tutto cambiato, i gestori non sono gli stessi, preferiamo magari trovarci a casa".

Per parlare di calcio e non solo. "Beh certo – racconta l'amico – il pallone è un tema, ma ci raccontiamo soprattutto delle nostre famiglie, dei nostri amici, di quello che succede nel paese". Con un Giovanni che è sempre lo stesso. "Non è mai cambiato, è una persona molto intelligente, ma soprattutto ha la capacità di parlare con tutti, dal più ricco fino alla persona più umile con lo stesso rispetto e la stessa disponibilità".

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