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21 giugno 2012

Grecia, una notte per cacciare la Germania dall'Olimpo

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I tifosi-guerrieri greci suonano un tamburo chiamato Germania...

Toccherà a Fernando Santos, l’Ulisse portoghese che timona i greci, sorseggiare venerdì notte il nettare d’ambrosia dei vincitori? O la Germania di Circe-Merkel che trasforma gli uomini in pigs cancellerà ogni illusione? Un viaggio tra Mito e realtà

di PAOLO PAGANI

Circe è tedesca e trasforma gli uomini in pigs, i porci di Omero, ma a suon di zerovirgola. Angela Merkel, dunque, che il Fato ha messo a sbarrare la strada dei mortalissimi e forse moribondi Achei pallonari di Grecia. Lei somministra ratings, e non più vivande stregate come sull’isola di Eea fece la figlia di Elio e della ninfa Perseide, una Wanna Marchi pre- televisiva.

Allora toccherà o no all’astuto Fernando Santos, l’Ulisse portoghese che timona i greci in braghette, sorseggiare venerdì notte il nettare d’ambrosia, cocktail preferito tra i vip dell’Olimpo? Saprà lui ingannare il nemico costruendo la macchina da guerra più idonea a espugnarne le difese, come fece il falegname Epeo che assemblò il fatale cavallo di Troia usando la legna del bosco sacro di Apollo?

Il profilo barbuto di Grigoris Euripidis Makos, silhouette fisiognomica da vero eroe eponimo e un nome da brivido classico, lascia presagire desiderio di Nemesi, o "giustizia compensatrice". Perché slombati da povertà e tagli di bilancio e tasse nella vita di ogni giorno, gli ateniesi in una notte sola si giocano, davvero, prestigio e reputazione nazionale. Che non si mangiano, secondo un celebre pensiero di Tremonti sull’utilità della Cultura oggigiorno, ma restano pur sempre un appetibile companatico.

E il ct germanico Joachim Loew, guerriero con sguardo e ciuffo da Walhalla, come l’indovino Tiresia, che agli Inferi aspetta solo il passaggio delle prossime vittime sacrificali? O invece il Nostos, il mitico ritorno omerico a Itaca, in patria, sarà lieve e vittorioso per l’armata biancazzurra giunta alla battaglia dell’Onore? "Bevi e inebriati con me, Melanippo” invitava l’aristocratico Alceo di Mitilene, poeta che cantava le battaglie e la precarietà della vita. Basterà il brindisi rituale e preventivo a sconfiggere la Hybris, la tracotanza agonistica, di carrarmati dell’area come Bender e Podolski?

C’è da aspettarsi che venerdì, davanti alle Mura "troiane" di Danzica, le ancelle degli Achei coi volti dipinti spingano all’assedio finale il cretese Georgios Samaras e i suoi opliti generosi, emuli della fanteria pesante dell’Antichità con elmi e panoplia, o giubbetti anti-lancia. Come gli elettori hanno appena sacrificato offerte votive al pressoché omonimo Antonis Samaras, neo premier ateniese, proprio per fuggire la Tragedia. E chissà che Circe-Merkel non debba, d’un colpo, trasformarsi in Cassandra. Profetessa di sventura per i suoi… Avendo scordato, forse, la lezione di Solone che cancellò da Atene la schiavitù per debiti.

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