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24 giugno 2012

Dal cricket alla porta: Hart vuole imbavagliare Balotelli

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Compagni di squadra nel Manchester City, l'attaccante azzurro e il portiere inglese si troveranno uno di fronte all'altro domenica sera. L'estremo difensore, che da giovane stava per diventare un campione di cricket, conosce tutti i segreti di Super Mario

di Luciano Cremona

Italia-Inghilterra sarà anche la partita della sfida tra Mario Balotelli e Joe Hart, il bad boy contro il bravo ragazzo. Ancora non sappiamo se Cesare Prandelli farà giocare il numero 9 azzurro dall’inizio o a partita in corso. Di sicuro, Balotelli si incrocerà con quello che è il suo portiere nel Manchester City. Il quale, studente modello ai tempi del liceo tanto da essere nominato Head Boy dal suo istituto, conosce i segreti di Super Mario meglio di chiunque altro.

“Lo conosci, chissà quanti gliene hai presi in allenamento”. Prendiamo in prestito un pezzo della telecronaca mondiale di Fabio Caressa durante la finale del 2006 tra Italia e Francia: si riferiva a Buffon, che aveva di fronte, dal dischetto, il suo compagno in bianconero David Trezeguet. Non ci fu bisogno di parare: il francese spiazzò Gigi, salvato dalla traversa. Situazione che potrebbe tornare a verificarsi proprio domenica sera. “Mario è probabilmente il miglior tiratore dal dischetto che abbia mai affrontato”, ha detto di recente Hart. “È praticamente impossibile parargli un rigore, perché non guarda la palla: se ti muovi in anticipo, ti spiazza; se stai fermo fino all’ultimo, la mette all’angolino. Devo entrare nella sua testa e vedrete, se ci sarà una sfida contro l’Italia, saprò come parargli un eventuale rigore”. Insomma, più di una promessa.

Che i due si conoscano bene è naturale. Ma che tra loro ci sia un filo diretto lo testimoniano i video degli allenamenti del City. Sedute speciali di tiri in porta: da una parte Hart, dall’altra Super Mario. E anche qualche rigore, ovviamente. Qui si vede, ad esempio, Mario che trafigge il suo portiere con un morbido cucchiaino. Mentre qui, dopo averlo freddato da fuori area, si butta a terra mimando il tentativo di parata non perfetto del compagno. Ma non sempre c'è da scherzare. Clamorosa, infatti, è stata la reazione di Hart dopo l'espulsione rimediata da Balotelli in Premier League contro l'Arsenal. Insomma, Mario ne ha per tutti. Come contro l’Irlanda, quando ha scherzato con Given, rivale proprio di Hart al City per una maglia da titolare.

Il giovane estremo difensore ha riportato un po’ di serenità tra i pali dell’Inghilterra, straziata da una serie di estremi difensori assolutamente non all’altezza della situazione. Da Seaman in poi, solo il buio. Classe 1987, non è certo quello che si dice un predestinato del calcio: fino a 15 anni era una grande promessa del cricket. Mancino, giocava nel Worcestershire County Cricket Club, con cui vinse il titolo di campione d’Inghilterra under 13 e under 15.

Era già il più alto di tutti (ora è un gigante di un metro e 96). Lui, nato a Shrewsbury, aveva una propensione naturale per prendere al volo la pallina e rilanciarla. Un futuro campione del cricket. I suoi allenatori assicurano che avrebbe sfondato. Joe, d’inverno giocava a calcio, d’estate a cricket. Poi, a 16 anni, il momento della scelta. La squadra della sua città lo chiama, nel 2006 il grande salto al City. È stato lì che suo papà Charles si è sentito finalmente importante e ha potuto rivelare il segreto del suo piccolo grande Joe. “Aveva due anni, eravamo in giardino, a dieci metri di distanza. Gli tirai una pallina da tennis. La prese al volo e me la rilanciò. Ero stupito, non ci credevo. Continuammo quel gioco, con gli anni. Sempre più lontani, la prendeva sempre. Lì capii che era destinato a diventare uno sportivo di successo”. Di cricket o calcio, poco importa. Mad Mario, sei avvisato.

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