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26 giugno 2012

Ronaldo non teme la Spagna. Del Bosque: "So come fermarlo"

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Cristiano Rolando è il protagonista più atteso di Spagna-Portogallo

Nelle conferenze stampa della vigilia della prima semifinale di Euro 2012 regna il massimo rispetto per gli avversari. Occhi puntati sul bomber del Real che dice di "sentire responsabilità ma non pressione". Paulo Bento: "Possiamo creargli dei problemi"

'Respect' è la parola che l'Uefa ha eletto a slogan di Euro 2012. E 'rispetto' reciproco è il filo conduttore del confronto a distanza tra i ct Vicente del Bosque e Paulo Bento. Il prologo della semifinale tra Spagna e Portogallo si consuma nelle conferenze stampa della vigilia. Il primo si aspetta un incontro difficile ed equilibrato. Il secondo promette una partita all'attacco, con Hugo Almeida in campo dal primo minuto.

"Cristiano Ronaldo è un attaccante micidiale, ma sappiamo come fermarlo e domani ci proveremo con una marcatura costante, affidata a più giocatori", va subito al sodo del Bosque, salvo assicurare che però le armi del Portogallo non si esauriscono nel fuoriclasse del Real Madrid. "I portoghesi sono forti in difesa ed equilibrati in ogni reparto, con grandi giocatori che sanno chiudere gli spazi. Ogni dettaglio può essere decisivo".

Da parte sua CR7 fa sapere: "Mi sento bene. Responsabilità? Sì, quella la sento. Pressione? Non molta, gioco a questi livelli da 10 anni". In queste circostanze la diplomazia è di rito, ma si intuisce che il tecnico delle Furie Rosse è sicuro delle qualità dei suoi. Il Portogallo è l'ultima squadra ad aver battuto la Spagna nell'Europeo, edizione 2004, giocata in casa. Non basta a spaventare del Bosque: "Dovremo essere noi stessi - è la sua ricetta - l'importante è giocare la nostra partita e sviluppare la nostra idea di calcio". Fondamentale sarà l'approccio: "Se cominciamo lenti può essere pericoloso".

Il ct spagnolo si aspetta "lo stesso Portogallo visto nelle precedenti quattro partite". In effetti Bento non ama il turnover. L'unica variazione dalla squadra tipo gli è stata imposta dall'infortunio di Helder Postiga, rimpiazzato da Hugo Almeida. "Ovviamente preferiamo gli avversari che giocano nella propria metà campo e ci piacerebbe che si chiudessero perchè sapremmo come affrontare una situazione del genere". Però la squadra di Bento farà la sua gara e "può succedere di tutto, ogni dettaglio può essere determinante". Ma a chi gli chiede un pronostico, risponde: "Il calcio non è logica".

Il Portogallo arriva all'appuntamento con 48 ore in più per recuperare, ma secondo Bento contano soprattutto "l'entusiasmo e le grandissime motivazioni che ci accompagnano". Sa che la Spagna parte con il favore del pronostico, ma "noi - risponde - abbiamo un'identità ben precisa. Possiamo creargli dei problemi. Dobbiamo giocare nelle zone di campo dove siamo meno vulnerabili. La nostra intenzione è mantenere il controllo della palla, ma siamo anche consapevoli che affrontiamo una squadra che in questo è maestra. Dovremo essere coraggiosi e pazienti, anche se non abbiamo l'obiettivo di difenderci e basta". Come gli spagnoli, Bento minimizza il 4-0 in amichevole di due anni fa: "La vittoria del 2010 non conta, sono due situazioni completamente diverse. Ora ci giochiamo la semifinale di un Europeo".

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