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28 giugno 2012

C'è Italia-Germania. "Ecco perché vi daremo la birra"

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Il direttore italiano del settimanale Die Zeit e il corrispondente sportivo tedesco dall'Italia della Frankfurter Allgemeine Zeitung raccontano la loro partita speciale. Tra tifo, pronostici e (poca) politica

di Roberto Brambilla

Giovanni di Lorenzo
e Julius Müller-Meiningen. Due giornalisti un po' speciali che stasera, davanti alla Tv, saranno divisi dalla fede calcistica. Il primo è forse il giornalista tedesco più famoso in Italia. Ma anche il reporter italiano più famoso in Germania: nato a Stoccolma da mamma tedesca e papà italiano, dirige infatti dal 2004 Die Zeit, che insieme al Der Spiegel è il più importante settimanale della Repubblica Federale. Il secondo invece è il corrispondente sportivo dall'Italia della Frankfuter Allgemeine Zeitung. Ma si occupa anche di politica, cronaca e costume. Ecco come sarà il loro Italia-Germania.

Dove vedrà la partita?
Di Lorenzo: "Sarò a Brema per le prove di 3nach9 il programma radiofonico che conduco a Radio Bremen e probabilmente la vedrò in un ristorante italiano".
Muller-Meiningen: (risata) "Forse deluderò qualcuno, ma non sarò a Roma. Mio padre ha prenotato un tavolo in un ristorante italiano di Francoforte e la vedrò lì con la mia famiglia: mio padre tedesco, mia moglie italiana e mio figlio che ha la doppia cittadinanza".

Per chi tiferà?
DL: "Vivo in Germania da 42 anni. Dal 2004 ho la doppia cittadinanza. Ma stasera tiferò Italia. E’ la mia prima squadra e le squadre non si possono cambiare...".
MM: "Alla fine sosterrò la Germania. E’ il paese delle mie radici, anche se durante questi Europei ho avuto qualche dubbio... (altra risata). Ho esultato come mai mi era capitato per il gol di Antonio Di Natale contro la Spagna e quasi non ho fatto una piega per la rete di Gomez con il Portogallo".

In questi giorni si sono sprecate le letture politiche-economiche della sfida tra Italia e Germania. Come la si vive nel vostro Paese?
DL:
"Ho notato che questo tipo di interpretazione era prevalente soprattutto per la sfida con la Grecia. Per esempio, la Bild aveva titolato 'Adesso non vi possiamo ripagare'. Per gli azzurri invece, dopo le partite con Spagna e Inghilterra, c'è grande ammirazione. In particolare tutti lodano la classe di Andrea Pirlo, a cui il nostro giornale dedicherà un servizio e la prima pagina del numero in uscita. Nonostante questo rispetto, vengono tirati fuori i soliti pregiudizi verso il calcio italiano. Difensivo, teatrale, con i giocatori dediti a trucchi per ingannare gli avversari".
MM: "Per me è solo una partita di calcio. Si può tifare in maniera accanita, ma rimane sempre un gioco. Da Roma, dove vivo, percepisco un diffuso sentimento critico verso la Germania e un tono di rivincita di un paese che non è sicuro di sé. Facendo un paragone, questa partita può ricordare l’Italia-Germania di Messico 70. Con gli azzurri che scesero in campo decisi a battere i tedeschi, a 25 anni dalla fine della guerra".

Chi vincerà?

DL:
"Noi italiani, parlo per me, come si dice non siamo adatti a far niente, ma siamo capaci di tutto. Penso che si possa vincere, lo spero e me lo auguro, soprattutto per Cesare Prandelli, una persona che stimo per la sua grande onestà".
MM: "Questa volta penso che vinceremo noi. Vi abbiamo fatto vincere un Mondiale a casa nostra e la nazionale tedesca mi sembra più "matura" di quella italiana. Ma se dovessero vincere gli azzurri non sarei così scontento…".

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