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29 giugno 2012

Italia in festa verso la Spagna. Ma l'Eurogruppo non capisce

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Come in un rito di massa spontaneamente condiviso, nelle piazze si esulta per l'Italia in finale

A Bruxelles coniato un neologismo, bailaoutelli , a metà tra il cognome del protagonista di Varsavia e il salvataggio economico (bailout , appunto). Eppure la freddezza di Van Rompuy ("Niente calcio, siamo seri") allontana la Politica dalla persone...

di PAOLO PAGANI

Cronaca e calcio si intrecciano sempre, e nella notte di Bruxelles al vertice dell'Eurogruppo le battute a doppio senso sullo spread e il rigore tedesco si sono difatti sprecate. Qualcuno ha perfino coniato un neologismo spettacolare, bailaoutelli, a metà tra il cognome del protagonista della notte di Varsavia e il salvataggio (bailout, appunto), termine diventato familiare anche ai meno esperti di finanza & tracolli.

Per questo ha suonato come un appello stonato, in una lingua straniera al sentire comune e profondo della gggente (che poi sono milioni di elettori e utilizzatori finali delle manovre di risananento) quello del presidente della Ue, l'algido Herman Van Rompuy, risuonato ieri alle 21.12, nel bel mezzo del primo tempo di Italia-Germania: "Siamo seri, stiamo facendo cose serie". Secondo quanto si è appreso dalle agenzie di stampa, dunque, l'eurocrate in cravatta ha gelato le aspettative di leader e cronisti scamiciati che avevano chiesto di vedere la partita, imponendo una pausa ai lavori del vertice Ue e sintonizzando i maxischermi della sala stampa sull'evento.

Ora: senza stare a ripetere la pur verissima manfrina retorica dei Pigs, i "maiali d'Europa" (che comunque acchiappano la finale alla faccia della signora Merkel, oh yes), abituati a distrarsi dalle priorità a vantaggio dei circenses, rimane da sottolineare uno spread semantico. Che è una frattura politica. Duttilità di comportamento, capacità di smussare la rigidità dei protocolli, e soprattutto sintonizzarsi sulle passioni dell'Uomo Comune sintonizzandosi su una attesissima partita di calcio sarebbero gesti da leader. La freddezza di un'Europa vissuta con paura passa (anche) attraverso piccole grandi incomprensioni come questa.

Tant'è vero che Mario Monti, e sarà magari desiderio populista di un demagogico bagno di folla, annuncia che lui, a Kiev per l'assalto finale contro la Spagna, ci sarà eccome. Come lo Spadolini e il Pertini (premier e presidente della Repubblica) del Mundial '82, che i meno giovani ricordano nella notte magica del Bernabeu. Dopo di che, guardando a domenica. L'Italia approda per la terza volta in finale nella storia degli Europei, dopo i traguardi raggiunti nelle edizioni 1968, quando vinse il titolo a spese della Jugoslavia (2-0 nella finale-bis dopo l'1-1 della prima gara) e 2000, quando perse rocambolescamente dalla Francia per 1-2 al golden gol dopo che all'89' era andata in vantaggio 1-0. L'occasione è ghiottissima. Monti ha dato (e detto), Rajoy sarà di sciuro della partita. Van Rompuy si rassegni: fin tanto che non si scravatterà, avvicinare popoli & istituzioni sarà una fatica. Improba come convincere del contrario, che troppi circenses fanno male al portafogli.

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