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01 luglio 2012

Zoff, Balotelli e la smorfia: la legge del 44 dice Italia

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Cesare Prandelli, verso la finale: con il supporto dei numeri

Un'incredibile serie di coincidenze fa pensare che possa essere la serata giusta per gli Azzurri, che non vincono l'Europeo da 44 anni. Esattamente quanto aspettammo per tornare Campioni del Mondo, nel 1982. E poi ci sono SuperMario e la cabala...

di Vanni Spinella

Quarantaquattro anni: non c’è bisogno di metterli in fila per sei col resto di due, per capire che sono tanti. Ancora di più nel calcio, dove se non vinci per un anno sei un perdente, figuriamoci dopo quasi mezzo secolo.
Quale miglior occasione, dunque, di Italia-Spagna, per chiudere dopo tanta attesa il cerchio. Il terzo, per la precisione: tre cerchi tra loro concatenati, tre storie in cui personaggi, eventi e numeri ricorrono, facendo pensare veramente che alla fine “tutto torni”.

Partiamo dal primo indizio, e torniamo a quel Mondiale del 1982 (in Spagna…) che trent’anni fa fece scendere in piazza gli italiani. I gol di Paolo Rossi, l’urlo di Tardelli, la lezione inflitta in finale ai tedeschi, la gioia di Pertini: erano 44 anni che l’Italia del calcio non saliva sul tetto del mondo, dopo la doppietta 1934-1938 firmata da Vittorio Pozzo. Un’eternità, per un popolo con la nostra cultura e tradizione calcistica, passata ad ammirare i successi di Brasile, Germania, Argentina, persino Uruguay e Inghilterra.
In porta Zoff, unico italiano finora ad aver conquistato sia Mondiale che Europeo con la maglia azzurra. Sì, perché lui era tra i pali già nel 1968 quando, battendo la Jugoslavia, l’Italia diventava campione d’Europa: 44 anni dopo, ecco una nuova occasione.
Un’altra, dopo quella sciupata nel 2000 (erano trascorsi “solo” 32 anni, la vittoria non era ancora matura), quando sempre Zoff, ma stavolta allenatore, ci portò in finale contro la Francia di Wiltord e Trezeguet, che ci punirono proprio mentre iniziavamo a srotolare i bandieroni e a scaldare i clacson.

Stavolta Zoff non c’è, ma in compenso abbiamo Buffon, il suo grande erede in azzurro, Barzagli, Pirlo e De Rossi, presenti nel 2006 quando ci fu da alzare la coppa del Mondo a Berlino e desiderosi di centrare la doppietta come il grande Dino.
E poi c’è Balotelli, con i suoi 22 anni da compiere (la metà di 44…) e fresco di un titolo di Premier League conquistato all’ultimo respiro e da protagonista, con quel passaggio ad Aguero, da terra, che richiedeva una sensibilità fuori dal comune. Manchester City campione, dopo – indovinate un po’ – 44 anni di stagioni grigie, nere e anche nerissime.

La storia dei successi azzurri salta da Zoff ai 23 eroi del 2006, ora potrebbero aggiungersi Prandelli e i suoi “nuovi” 19 convocati. Metteteli in fila per sei, avrete il resto di due perché, ebbene sì, in tutto sono 44.
Dimenticavamo: per la cabala il 44 corrisponde a "'e ccancelle", le carceri. Perché – lo testimoniano i nostri ultimi trionfi – un po’ è vero che a noi italiani piace vincere solo quando c’è di mezzo qualche scandalo.

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