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02 luglio 2012

Prandelli, uomo della rivoluzione che ha sfiorato il trionfo

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La Nazionale e il suo leader sono diventati tanto amati in tre settimane, quelle trascorse tra il debutto contro la Spagna e la fine del sogno sempre contro i campioni del mondo. Il secondo posto conquistato è la testimonianza che cambiare si può

Un grande vecchio lo ha protetto, difeso, caricato, portato a esempio della Nazione più che della nazionale: Cesare Prandelli però va oltre la gratitudine per il presidente Napolitano quando definisce l’Italia un paese vecchio. E’ quasi una sentenza dettata da chi pensa di aver innovato oltre i limiti che gli erano stati concessi, di aver dato un segnale a tutti per modificare regole e comportamenti che hanno portato il calcio italiano in basso, troppo in basso. Ha progettato una grand’Italia e ha realizzato il progetto, fermandosi all’ultimo tratto di disegno. Va solo completato adesso, ecco perché ha deciso di restare. Dopo aver vissuto la tentazione dell’abbandono.

Il secondo posto conquistato è la testimonianza che cambiare si può, rinunciando perfino alla polemica che resta il passatempo preferito in questo paese. Ha aspettato l’ultimo giorno per confessare di essersi sentito ferito quando lo hanno accusato di aver assunto il figlio, Niccolò, per curare i muscoli stanchi degli azzurri. Come se fosse un barone qualsiasi, uno di quelli che piazza l’erede in cattedra per diritto familiare più che per valore accademico. E invece lui le baronie vorrebbe abbatterle, compresa quelle delle società di calcio, centri di potere quasi inattaccabili.

Sarà anche per questo che la Nazionale e il suo leader sono diventati tanto amati in tre settimane, quelle trascorse tra il debutto contro la Spagna e la fine del sogno sempre contro i campioni del mondo. Ha difeso i suoi uomini, li ha protetti, anche chi come Balotelli sembra far di tutto per rifiutare tutela. Così ha conquistato i giovani che magari non gli affiderebbero la guida di questo vecchio Paese, ma che si sono sentiti finalmente rappresentati da un pensiero giovane. Fosse arrivata la vittoria finale sarebbe stato un trionfo, così è solo una rivoluzione.

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