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11 luglio 2012

Ah! il Mundial! Quel magico diario dalla Spagna del trionfo

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La copertina del mitico diario scritto da Mario Soldati per Rizzoli sul Mundial 82

Mario Soldati, uno dei più grandi scrittori italiani del '900, venne inviato al seguito di Bearzot e degli azzurri dal Corriere della Sera . Il suo diario di una straordinaria, forse irripetibile, avventura umana collettiva è un Classico indimenticabile

di PAOLO PAGANI

Forever Young
gorgheggiano ancora e sempre Bob Dylan (70 anni suonati) e il rauco, leggendario Rod Stewart. Per sempre giovani. Non è, ovviamente, vero né possibile. Ma certe occasioni, l'11 luglio la più squillante di queste (quel giorno, a Torino, suonarono i Rolling Stones e Mick Jagger vestiva la casacca azzurra numero 6), propiziano l'illusione di eterna giovinezza. E un libro come Ah! il Mundial (Rizzoli, prima edizione 1986, poi lo ristampò il benemerito Sellerio) di Mario Soldati, riconcilia con la freschezza.



Nel diluvio di malinconia, amarcord e, perché no, sana retorica che sta avvolgendo una data da epos mitologico per noi italianuzzi, rispolverare da uno scaffale il diario ispanico di uno dei più grande scrittori italiani del Novecento equivale a respirare l'aria leggera di Vigo. Dove la spedizione azzurra guidata da un uomo scolpito nell'ulivo come il vecio Enzo Bearzot di recente salito in Paradiso si radunò.

Mario Soldati venne inviato in Spagna, al seguito dell'Italia bearzottiana, da un impareggiabile direttore di giornali come Alberto Cavallari del Corriere della Sera. E il motto di Eraclito, filosofo classico greco, che Marione fece suo sin dall'inizio racconta la "chiave" non solo di un librino, ma persino di un'avventura umana collettiva: "Chi non s'aspetta l'inaspettabile non lo raggiungerà mai". L'Inaspettabile accadde, era proprio l'11 luglio, trent'anni fa.

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