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15 ottobre 2012

Egitto, rinvio sine die al campionato di calcio

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egi

Una foto che ritrae la fuga dei giocatori di Al-Masry e Al-Ahli dallo stadio, scattata lo scorso 1° febbraio (getty)

L'Efa non ha ricevuto garanzie sulla sicurezza dal ministero degli Interni. Lo stop risale al massacro avvenuto lo scorso febbraio allo stadio di Port Said , dove 74 persone persero la vita negli scontri fra le tifoserie dell'El Ahly e dell'Al Masri

La federcalcio egiziana ha deciso di rinviare sine die la ripresa del campionato. Secondo quanto reso noto in un comunicato, la federazione non ha ancora ricevuto le necessarie garanzie sulla sicurezza dal ministero degli Interni. "Abbiamo chiesto al ministro l'autorizzazione ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta", spiega l'Efa nella nota. Lo stop al campionato è stato deciso dopo il massacro avvenuto lo scorso febbraio allo stadio di Port Said, dove 74 persone persero la vita negli scontri fra le tifoserie dell'El Ahly e dell'Al Masri.

Il massacro a Port Said fu causato da violenti scontri fra i supporter della squadra el Ahly del Cairo e la squadra locale. Gli ultras di el Alhy hanno sempre accusato le forze di sicurezza di non avere impedito quella che si è rivelata la peggiore tragedia del calcio egiziano e ora sostengono che il campionato non possa riprendere fino a quando i responsabili non saranno condannati. A settembre i supporter della squadra, considerati come una delle forze trainanti anche delle proteste di piazza della rivoluzione, avevano preso d'assalto la sede della federazione calcio per protestare contro la ripresa del campionato. La situazione è ora resa ancora più tesa dopo l'assoluzione la scorsa settimana di tutti gli imputati per la 'battaglia dei cammelli', uno degli episodi più violenti della rivoluzione che vedeva coinvolti molti esponenti dell'ex regime di Hosni Mubarak. Il massacro di Port Said è avvenuto l'1 febbraio di quest'anno, ad un anno esatto dalla 'battaglia dei cammelli' a piazza Tahrir.

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