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18 ottobre 2012

Beati gli ultimi… del ranking: ai confini di Brasile 2014

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Le formazioni di San Marino e Moldavia, martedì sera a Serravalle

San Marino, fanalino di coda nella classifica Fifa, ha affrontato martedì la Moldavia nel gruppo H delle qualificazioni mondiali . Perdendo, per la 49esima volta consecutiva, dopo 71' di strenua resistenza. Viaggio alla periferia del martedì europeo

di Lorenzo Longhi
da Serravalle (Repubblica San Marino)

È un po’ come quando, a briscola, il tuo compagno fa la giocata sbagliata mettendo sul tavolo il carico che ti fa perdere la mano: sguardo fisso sulla carta, espressione enigmatica che va dal biasimo all’incredulità, passando per la consapevolezza che no, neanche stavolta si porta a casa nulla. Ecco, quando Lorenzo Buscarini, a 19 minuti dal termine di San Marino-Moldavia, ha atterrato Bordian in area regalando il rigore ai moldavi, i volti dei giocatori sanmarinesi si sono disegnati di quella stessa espressione. Fino ad allora, infatti, i titani erano strenuamente riusciti a mantenere lo 0-0. Poi, il penalty che cambia tutto. Il che è piuttosto frustrante, se già ci si trova all’ultimo posto del ranking Fifa e, dopo avere resistito per 71 minuti, sta per materializzarsi la 49esima sconfitta consecutiva in gare ufficiali...

Con la sconfitta, dalla posizione 207 della classifica per le nazionali San Marino non si schioderà. La condivide ora con Buthan e Turks & Caicos Islands - e qui sfidiamo tutti a piazzarle sul mappamondo senza andare su Google - dopo che, negli ultimi mesi, l’hanno abbandonata Andorra, Timor Est e addirittura Montserrat. Va meglio alla Moldavia, che nel ranking di ottobre si trova alla posizione numero 145, ma insomma: nel martedì europeo, la sfida che si gioca a Serravalle rappresenta l’estrema periferia di Brasile 2014. Inserito nel gruppo H delle qualificazioni, dopo lo 0-6 contro il Montenegro e il 5-0 subito a Wembley, San Marino ha cerchiato in rosso la partita: questa volta si può fare. E, in campo, a tutti gli effetti le distanze non sono poi così enormi, anche se l’unico professionista dei titani - 17/19esimi sono tesserati nel campionato dilettanti sammarinese - è il difensore del Rimini Palazzi, mentre in panchina c’è Andy Selva, 36enne bomber con un passato in C fra Spal e Sassuolo e in B al Verona ma, soprattutto, colui che segnò il gol decisivo nell’unica vittoria di San Marino, nel 2004 in amichevole contro il Liechtenstein. Gran parte dei moldavi gioca invece in Russia, ma siamo ben lontani dai fasti di Anzhi, Zenit o Cska: qui si parla di Yenisey, Sibir Novosibirsk, Rostov, Alania Vladikavkaz, Amkar Perm e club con nomi ancora formidabilmente socialisti come Kuban Krasnodar e Krylya Sovetov, la squadra del capitano Epureanu.

“Nel parcheggio c’è un’auto con i fari accesi”, avverte la speaker dello stadio prima dell’inizio dell’incontro compitando la sequenza alfanumerica della targa: proprietario avvisato, batteria mezza salvata, e già questo disinteressato impeto di solidarietà... economica fa capire che l’Italia è oltre frontiera. Gli spettatori sono 736, all’Olimpico di Serravalle, tutto funziona che è una meraviglia e all’effetto stadio pensano i circa 50 tifosi moldavi in tribuna: cori, bandiere, tamburi e trombe; fanno casino per cento eppure sono solo una dozzina quelli che seguono tutto l’incontro in piedi. Ma la Moldavia non segna, gli errori di misura si sprecano, il gol non pare proprio nell’aria. San Marino non fa barricate: subisce, ogni tanto parte in contropiede, poi si perde. Ma resiste. Poi il patatrac: minuto 71, rigore siglato da Dadu e fine dei giochi.

Quattro minuti più tardi, segnerà anche Epureanu di testa - marcato da nessuno - per lo 0-2 conclusivo, ma vabbè, ormai il destino era scritto, e bisognerà aspettare la prossima gara alla portata. O, magari, basterà attendere che la Fifa ammetta Gibilterra come membro permanente, all’ultimo posto del ranking. E provare a batterla in amichevole.

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