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25 ottobre 2012

Inter-Partizan, i nerazzurri e il portafortuna serbo

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Nel maggio 1991 i tedeschi Brehme e Matthaeus alzano a Roma la prima Coppa Uefa della storia dell'Inter (Getty)

Tra le due squadre che si affrontano questa sera a San Siro ci sono due precedenti nelle Coppe europee. Entrambi sono favorevoli al club milanese che quando ha incontrato i bianconeri di Belgrado ha sempre vinto il trofeo

di Roberto Brambilla

Vincere per mantenere la testa del girone. E vedere se la tradizione continua. L'Inter di Andrea Stramaccioni alla prova Partizan trova conforto nel passato. E nella scaramanzia. Due partite contro la ex squadra dell'Esercito yugoslavo e due passaggi del turno. Tre vittorie, un pareggio e soprattutto a fine stagione due Coppe in bacheca, quella dei Campioni nel 1963-1964 e la Uefa 1990-1991

La Grande Inter verso il primo titolo europeo- Il primo precedente tra Inter e Partizan è datato 26 febbraio 1964. In Italia il primo ministro era Aldo Moro e Gigliola Cinquetti aveva appena vinto il suo primo Festival di Sanremo. I nerazzurri di Helenio Herrera si giocavano il passaggio alle semifinali di Coppa dei Campioni dopo aver eliminato gli inglesi dell'Everton e i francesi del Monaco. Davanti a loro la squadra che stava dominando il campionato yugoslavo, con tre titoli nei tre anni precedenti. Le loro stelle erano il fantasista Milan Galic e l'ariete Vladimir Kovacevic, a fine stagione capocannoniere del torneo con 7 reti insieme a Puskas e a Sandro Mazzola. Per gli uomini del Mago fu decisiva la vittoria 2-0 all'andata in trasferta a Belgrado. A marcarla furono due dei pilastri della Grande Inter, il brasiliano Jair al 48' e Mazzola a un minuto dallo scadere. Il ritorno, una settimana dopo, il 4 marzo fu un'altra vittoria, questa volta per 2 a 1. Segnò ancora Jair, raddoppiò Corso e Bajic al 73' accorciò le distanze per gli yugoslavi. Nel turno successivo l'Inter superò il Borussia Dortmund e il 27 maggio, tre mesi dopo l'andata con il Partizan diventò campione d'Europa, battendo 3 a 1 il Real Madrid di Puskas e Di Stefano

L'Inter del Trap vince soffrendo –
La seconda volta di Inter-Partizan fu nel freddo autunno del 1990, negli ottavi di Coppa Uefa. L'Italia aveva appena firmato gli accordi di Schengen, mentre in Yugoslavia si stavano consumando le premesse della disgregazione della Federazione e della guerra civile che sarebbe scoppiata qualche mese dopo. Giovanni Trapattoni, con gli stessi giocatori (Zenga, Mandorlini, Matthaeus, Klinsmann) con cui un anno e mezzo prima aveva vinto lo “scudetto dei record”, affronta una squadra, sovrastata in patria dalla Stella Rossa con qualche giovane interessante, come un ragazzo di Podgorica, di 20 anni e poco più, Pedrag Mijatovic. I nerazzurri vincono agevolmente, pur non giocando bene, in un San Siro quasi impraticambile. Finisce 3 a 0, segnano il futuro Pallone d'oro Matthaeus, Alessandro Bianchi e Mandorlini. Al ritorno a Belgrado è una battaglia. Gli yugoslavi di Milos Milutinovic, il fratello maggiore del “giramondo” Bora, assediano la porta di Zenga, ma i nerazzurri, senza Brehme e Ferri, pareggiano 1 a 1 e si qualificano per i quarti di finale. Un cammino verso il trofeo  proseguirà con le vittorie su Atalanta e Sporting Lisbona e con la doppia finale contro la Roma di Ottavio Bianchi, conquistata soprattutto grazie al 2 a 0 di San Siro all'andata.

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