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12 novembre 2012

Italia-Francia, una sfida che non sa mai di amichevole

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Una testata che ha fatto storia, quella inferta da Zinedine Zidane a Marco Materazzi nel corso della finale mondiale del 2006 a Berlino (Getty)

Dalla testata di Zidane a Materazzi a Berlino al golden gol di Trezeguet nella finale di Euro 2000. L'ultima volta finì 2-0 per gli azzurri a Zurigo. A Parma mercoledì sera un altro capitolo di questa lunga storia ricca di emozioni e colpi di scena

Le magie di Platini, il golden gol e poi la traversa su rigore di Trezeguet, ma soprattutto il 'fattaccio' Zidane-Materazzi. Italia-Francia si gioca anche sul filo della memoria e sono ricordi di emozioni forti, di popoli in piazza sugli Champs Elysees e al Circo Massimo, di rivalità spesso feroci tra cugini latini che somigliano spesso a parenti serpenti. Il nuovo capitolo di una sfida che si ripete da oltre un secolo si tiene mercoledì a Parma: la solida Italia di Prandelli, senza il reprobo De Rossi, contro la rinnovata Francia di Deschamps, appetitoso test verso Brasile 2014.

Ma parlare di amichevole tra azzurri e bleus è fuorviante. Se il tempo aveva in parte rimarginato le ferite di Berlino 2006, ci ha pensato Marco Materazzi a ridare fuoco alle polveri facendosi ritrarre sorridente sotto la statua della 'colpo di testa' di Zidane, che si trova a Parigi al centro Pompidou, in un gesto definito 'un'altra provocazione'. Perchè in Francia l'epilogo dei mondiali brucia ancora: quel 9 luglio Zizou graffia l'Italia segnando un rigore con un beffardo cucchiaio ma è Materazzi a pareggiare, poi Zidane colpisce con una testata il difensore per insulti mai chiariti, guadagna il rosso in mondovisione e orienta l'assegnazione del titolo visto la Francia perde ai rigori con una traversa di Trezeguet. Si innesta una polemica infinita che avvelena i rapporti tra le due squadre mentre i due protagonisti continuano a ignorarsi.

Per l'Italia quel trionfo sana 28 anni di brutte figure dopo il bel successo di Bearzot a Mar de Plata con il 2-1 in rimonta firmato Rossi e Zaccarelli nel 1978. Da allora solo amarezze: nel 1982 sulla strada del titolo in Spagna l'Italia cade 2-0 con gol di Bravo e Platini. Anche la modesta Francia del 1994 si permette di battere l'Italia di Sacchi in un San Paolo freddo e deserto. Decide l'interista Djorkaeff. Dopo un 2-2 ininfluente a Parigi nel 1997 (Zidane, Casiraghi, ancora Djorkaeff e un rigore allo scadere di Del Piero) è proprio ai mondiali 1998 che gli azzurri di Maldini pagano pegno per la terza volta ai rigori. Ai quarti Italia e Francia si fronteggiano senza sfondare: dal dischetto sciupa tutto Di Biagio colpendo la traversa e poi una doppietta di Zidane consegnerà il titolo a una Francia impazzita di gioia. Ma le delusioni non sono finite, anzi il destino regala agli azzurri a Euro 2000 lo scorno peggiore: nella finale di Rotterdam l'Italia di Zoff passa con Delvecchio e potrebbe chiudere con Del Piero. Ma a pochi secondi dal trionfo pareggia Wilford, e ai supplementari un altro 'italiano', Trezeguet, completa la beffa col golden gol. La finale di Berlino, con lo stesso juventino che sbaglia il rigore decisivo, compensa anni di umiliazioni ma per trovare una vittoria nei 90' gli azzurri devono incassare ancora il 3-1 a Parigi nelle qualificazioni agli europei 2008, per poi non andare oltre lo 0-0 a Milano. Poi c'è il 2-0 di Zurigo (Pirlo e De Rossi) nella fase finale in cui però gli azzurri si fermano ai rigori con la Spagna. L'amichevole di Parma è quindi il primo confronto dopo 4 anni con bilancio a favore degli azzurri.

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