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16 dicembre 2012

Mondiale per club, Chelsea e Corinthians per la storia

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Rafa Benitez non è stato accolto calorosamente dai tifosi del Chelsea, anzi... (Getty Images)

Benitez, dopo aver perso alla guida del Liverpool, vuole bissare il successo del 2010 con l'Inter. Oltre 20mila tifosi brasiliani sono volati in Giappone, chiedendo prestiti e dormendo sui pavimenti. Mentre i fan dei Blues fischiano Rafa

di Luciano Cremona

C'è chi vuole scrivere la storia. E chi vuole farlo per dare una svolta alla propria stagione. Se il Corinthians affronta questa finale del Mondiale per Club come il punto di arrivo di una straordinaria stagione, che segnerebbe per sempre la storia del club, il Chelsea - che non ha mai comunque avuto l'onore di salire sul tetto del mondo - vede questa partita come un punto di partenza per buttarsi alla caccia del primo posto in Premier League. Parola di Rafa Benitez. Uno che di Mondiali per Club se ne intende, a metà...

Benitez per il record - Nel caso in cui dovesse portare il Chelsea alla vittoria, il tecnico spagnolo raggiungerebbe Carlos Bianchi, l'unico allenatore finora in grado di vincere il titolo intercontinentale con due club diversi (nel 1994 con il Velez, contro il Milan, e poi nel 2000 e nel 2003 con il Boca Juniors, contro Real Madrid e Milan). Benitez si gioca il trofeo per la terza volta in carriera. E per la seconda lo fa senza aver guidato la squadra alla conquista della Champions. Quando la vinse, nel 2005 con il Liverpool, fu sconfitto poi dal San Paolo nella finale mondiale. Nel 2010 salì sul tetto del mondo da successore di Mourinho con l'Inter (3-0 al Mazembe). Ora ci riprova con il Chelsea, dove la sua avventura non è iniziata nel migliore dei modi: tre partite senza vittorie, poi tre successi consecutivi conditi dai fischi e dai cori a favore di Di Matteo.

In 20mila dal Brasile - Ecco: i tifosi Blues volati a Yokohama non hanno risparmiato il tecnico nemmeno durante la semifinale con il Monterrey. Un'insofferenza che potrebbe essere soltanto alleviata dalla vittoria contro il Corinthians. Che invece non ha problemi ambientali. Dal Brasile sono giunti oltre 20.000 tifosi. Hanno venduto l'auto, hanno chiesto permessi sul lavoro, non avevano soldi per gli hotel e hanno chiesto ospitalità ai tifosi-amici giapponesi. Dormono sui pavimenti, in appartamenti stipati. Qualcuno ha addirittura chiesto un prestito per volare in Giappone. Sicuramente durante il match saranno caldissimi: Paulinho e compagni ne trarranno sicuramente beneficio.

Il precedente - Un precedente in realtà per il Corinthians c'è. Nel 2000 vinse il Mondiale per Club: un torneo organizzato dalla Fifa, non sostitutivo della Coppa Intercontinentale. Battè il Vasco ai rigori, ma nello stesso anno il Boca si assicurò l'Intercontinentale battendo il Real. Ancora oggi si discute sul conteggio del trofeo nell'Albo d'oro.

I numeri - Dal 2007 in poi il Mondiale per Club è dominato dalle squadre europee. Nel 2006 l'ultima vittoria sudamericana, con il successo dell'Internacional ai danni del Barcellona. In totale, le squadre dell'Uefa hanno vinto 26 titoli, contro i 25 conquistati dalle formazioni del Conmebol. Ed è curioso analizzare come, a differenza delle squadre brasiliane che detengono il record di successi (9, come l'Argentina e l'Italia, con sei club differenti, se contiamo quindi il Corinthians), i club inglesi nutrano una clamorosa allergia nei confronti della competizione. Solo due i successi, entrambi ad opera del Manchester United (nel 1999 e nel 2008), a fronte di 12 tra Coppa dei Campioni e Champions League. Sei le finali perse, di cui tre del Liverpool ('81, '84, 2005), e una da United ('68), Nottingham Forest ('80) e Aston Villa ('82). Nel '77 il Liverpool rinunciò a giocare l'Intercontinentale, come il Nottingham nel '79, mentre nel '78 Liverpool e Boca non si accordarono sulle date e la finale non si giocò. Le finali con in campo una brasiliana sono state 15, con 9 vittorie verdeoro.

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