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29 dicembre 2012

Non solo SuperMessi, ecco tutti i protagonisti del 2012

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Per Leo Messi è stato davvero un anno da pollice in su. Record (contestato) di gol, paternità e rinnovo con il Barcellona (Foto Getty)

C'è chi ha segnato più gol, chi ha deluso e chi ha fatto il cattivo. Squadre, giocatori e tifosi che fuori dall'Italia hanno fatto la storia dell'anno che sta per terminare

E' tempo di bilanci per il calcio europeo e mondiale. Ecco chi ha segnato nel bene e nel male il 2012 del pallone. In campo e fuori.

La squadra : Barcellona- In una stagione senza un vero padrone (Chelsea e Corinthians hanno avuto un andamento alterno), l'unico team che ha mantenuto un rendimento costante è stato il Barcellona della coppia Guardiola-Vilanova. Non ha riempito la bacheca come gli anni passati (solo una Coppa del Re) ma ha espresso il miglior gioco e ha messo una seria ipoteca sulla Liga 2012-2013 con 16 vittorie e un pareggio e con 9 punti di vantaggio sull'Atletico Madrid e 16 sul Real di Mourinho.

L'allenatore: Jurgen Klopp- Da semisconosciuto allenatore del Borussia Dortmund nel 2012 il tecnico ex Mainz è diventato il Mago. Una Bundesliga conquistata contro il Bayern Monaco pieno di stelle, una Coppa di Germania vinta dopo aver preso “a pallate” i bavarersi (5-2 il risultato finale) e nella seconda parte della stagione la qualificazione agli ottavi di Champions League. Il tutto realizzato da una rosa giovane e con un gioco veloce, divertente, efficace.

Il giocatore: Messi- Non avrà ufficialmente il record di segnature in un anno solare (ma i 91 gol rimangono), non ha vinto la Champions League, né la Liga ma Leo Messi rimane il giocatore dell'anno. Anche per quello che ha fatto fuori dalla Catalogna. Sembra aver rotto, grazie all'allenatore della Selecciòn Alejandro Sabella, l'incantesimo della Nazionale ed è diventato papà di Thiago. Mica poco per La Pulce.

L'acquisto: Robin Van Persie – Alex Ferguson lo sognava da anni e nell'agosto 2012 è arrivato alla sua corte. Robin Van Persie non è l'acquisto più oneroso del mercato di quest'anno ma è uno dei più decisivi. A Old Trafford lo chiamano Robbie “Van Perfect” per quanto è incisivo in zona gol. Chiedere ai cugini del City per informazioni.

I cattivi: John Terry e Luis Suarez - Nel 2012 il difensore della Nazionale inglese e l'attaccante della Liverpool hanno dato il peggio di sé. Il primo ha subito quattro giornate di squalifica e ha perso la fascia di capitano della selezione dei Tre Leoni per aver insultato Anton Ferdinand, collega del Qpr e fratello della colonna del Manchester United Rio, El Pistolero uruguaiano, dopo essersi preso 8 giornate per aver insultato Patrice Evra, ha rifiutato di stringergli la mano, salvo poi pentirsi il giorno successivo.

La meteora: Montpellier - I campioni di Francia hanno avuto una stagione a due facce. Fino a maggio hanno vissuto un sogno, conquistando il primo campionato francese della loro storia, battendo nello sprint finale il Psg di Carlo Ancelotti. Dopo l'estate e la cessione del bomber Giroud i giocatori di René Girard hanno subito una flessione sensibile, con l'eliminazione nel girone di Champions League e un nono posto in campionato.

La sorpresa: Malaga- Fino a qualche anno fa la squadra che gioca a La Rosaleda era la periferia spagnola del pallone. Nel 2012 è riuscito, soprattutto grazie agli investimenti dei proprietari qatarioti, a raggiungere la prima qualificazione in Champions League della sua storia. E dopo l'estate, quando i petrodollari sembravano dover svanire e la smobilitazione era dietro l'angolo, gli andalusi non hanno sbracato grazie anche alla bravura del tecnico, l'Ingeniero Manuel Pellegrini. Anzi. Ottavi di Champions e un quarto posto nella Liga. Il 2013 si preannuncia però difficile, con l'esclusione per un anno dalle Coppe, a causa dei mancati pagamenti.

La delusione: Villarreal- Dal quarto posto nella Liga alla Segunda Divisiòn. In dodici mesi. E' il cammino del Villareal dell'infortunato Giuseppe Rossi. Il 2012 sarà ricordato dai tifosi del Submarino Amarillo come un annus horribilis, con tre allenatori cambiati in pochi mesi, i numerosi infortuni, la retrocessione e la morte di Manolo Preciado il tecnico che doveva guidare la squadra nella nuova stagione. Dove il Villareal, con molti buoni nomi (Cavenaghi e Marcos Senna su tutti), sta arrancando ai margini della zona promozione della Segunda Divisiòn.

Il gol: Neymar - L'attaccante del Santos di gol ne ha fatti tanti in questi dodici mesi. Molti con una caratteristica comune: belli. Nella partita di Copa Libertadores contro l'Internacional di Porto Alegre ne ha fatto uno che ha ricordato Maradona. Palla presa a metà campo, difesa tagliata in due a mille all'ora e colpo beffardo sul portiere in uscita.

La parata: Nick Rimando - Il 33enne portiere dei Real Salt Lake City ha sventato con un volo plastico il colpo di testa del giocatore dei Kansas City Kei Kamara. Questa parata è stata giudicata la migliore della MLS, il campionato Usa.

Il gesto di fair play: Sepahan – La squadra iraniana, allenata dall'ex ct della Croazia Zlatko Krajicar, durante una partita della Champions League asiatica 2011-2012 contro l'Al Nasr di Walter Zenga ha sbagliato apposta un rigore, concesso dopo un malinteso sulla restituzione del pallone.

L'esultanza: Sanfrecce Hiroshima– I campioni del Giappone, rappresentanti del Sol Levante al Mondiale per club giocato in caso, hanno battuto ai quarti della competizione i coreani degli Ulsan Hyundai 3-2 e alla rete del 2-1 del bomber Hisato Sato hanno esultato tutti insieme riproducendo le mosse dei lottatori di sumo.

Premio coraggio: Tito Vilanova -
Quando il vice di Pep Guardiola è stato designato a guidare i blaugrana molti erano scettici. Lui con il basso profilo e le sue competenze ha fatto ricredere tutti. Ha perso una sola partita (con il Celtic) e ha portato la squadra a un tranquillo primo posto. Ora ha da combattere una battaglia più importante. Animo Tito.

Menzione speciale: tifosi dei Rangers Fc –
Una squadra, la più titolata di Scozia fallisce e finisce in Third Division, la LegaPro Seconda Divisione e alla prima partita a metà agosto a Ibrox Park, un tempio del calcio scozzese, arrivano 50mila persone. Tra i tanti striscioni: “Our club will never die”. La nostra squadra non morirà mai. Chapeau.

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