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03 gennaio 2013

"Dentro i secondi", la rivincita dei vice-allenatori

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Jordi Roura e Tito Vilanova, tecnici del Barcellona, guidano la carica dei secondi che hanno fatto fortuna (Foto Getty)

Da presenze nell'ombra, a protagonisti. Vilanova (che dopo l'operazione sta tornando in forma), Roura, Di Matteo e non solo. Ecco la storia degli assistant coach che hanno fatto fortuna

di Roberto Brambilla

Chi si ricorda del secondo allenatore dell'Olanda di Michaels o dell'assistente di Mario Zagallo sulla panchina del Brasile 1970? Nessuno, o quasi. Ma negli ultimi mesi i viceallenatori sono saliti alla ribalta. Per diverse ragioni. Qualcuno ha preso il posto dl suo "superiore" e ha vinto una Champions League, altri hanno sostituito temporaneamente il capo allenatore, facendo ottimi risultati.

Vilanova e Roura, allenatori made in Barcellona – Quando a maggio 2012 Pep Guardiola ha deciso di lasciare il Barcellona per prendersi un anno sabbatico, il gioco più in voga in Catalogna era il totoallenatore. Ma il presidente Rosell ha deciso nel segno della continuità, affidando alla squadra a Tito Vilanova, 44enne viceallenatore e amico di Guardiola. Un tecnico cresciuto a La Masia diventato famoso per essere stato aggredito da Josè Mourinho nel ritorno di Supercoppa di Spagna il 17 agosto 2011 e per essere stato operato di cancro alla ghiandola parotide nel novembre dello stesso anno. E il 19 dicembre 2012 proprio la ricaduta del male di Tito ha portato temporaneamente sulla panchina blaugrana un semisconosciuto, l'assistente di Vilanova, il 45enne Jordi Roura che nell'era Guardiola si occupava insieme a Torrent e Planxart dell'analisi degli avversari della squadra catalana.

Da secondo a campione d'Europa – Fino a marzo 2012 Roberto Di Matteo era solo il secondo di André Villas Boas. Esperienze nella serie minori inglesi con Milton Keynes Dons e West Bromwich Albion, quest'ultima squadra condotta alla promozione in Premier League. Poi la chiamata del Chelsea, il club con cui aveva vinto due Coppe d'Inghilterra, per assistere The Special Two nella sua avventura inglese, E quando AVB viene cacciato, Abramovich si affida a lui per traghettare la squadra fino alla fine della stagione. E lui, con i suoi modi pacati, la sua conoscenza dei giocatori ha guidato i Blues al primo titolo europeo, inseguito per anni da più illustri e pagati tecnici. Adesso l'allenatore italiano è a spasso dopo l'esonero per gli scarsi risultati d'inizio stagione, ma da campione d'Europa.

Carrera e Alessio, aspettando Conte –
Non per scelta ma per obbligo. Il 22 agosto la Corte Federale conferma i 10 mesi di squalifica ad Antonio Conte (poi ridotti a 4 dal Tnas), comminati dalla Commissione disciplinare della Federcalcio per la vicenda calcioscommesse. E la Juventus si trova avanti a un dilemma, ancor più grave perchè pure il secondo allenatore Angelo Alessio era squalificato nell'ambito della stessa inchiesta (prima 8 mesi, ridotti a 6, infine a 2). Chi mettere in panchina? La scelta ricade prima sul collaboratore tecnico Massimo Carrera e poi su Alessio, dal 20 ottobre, quattro giorni dopo il termine della sua squalifica. E la staffetta di "secondi" funziona bene. Con la squadra in testa al campionato e qualificata agli ottavi di Champions al primo posto del girone.

Frustalupi e Karanka l'amuleto e il sostituto –
Niccolò Frustalupi è meglio di un quadrifoglio. Nel 2012 il secondo di Walter Mazzarri al Napoli dai tempi della Pistoiese è andato in panchina da solo quattro volte nell'ultimo anno e non ha mai perso. C'era lui nell'andata di Champions League contro il Chelsea e nel 4-0 degli azzurri contro l'Aik Solna in Europa League. Il figlio di Mario, difensore della Lazio di Maestrelli, negli ultimi tempi sta sostituendo Mazzarri anche davanti ai microfoni del dopopartita. Con capacità e intelligenza. Come fa Aitor Karanka, l'assistente di Josè Mourinho al Real Madrid. Come è nelle consuetidini dello Special One il vice è un uomo del club ma è attivo nella gestione della squadra e del rapporto con i media. Tanto da aver risposto in più di un'occasione ai giornalisti al posto del portoghese, nelle conferenze stampa prepartita o nei dopopartita come il giorno della vittoria della Liga 2012 da parte dei blancos.

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