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17 gennaio 2013

Se lo Special One sbuffa. Addio al Real sempre più vicino

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Un'eloquente espressione di José mourinho durante Osasuna-Real Madrid del 12 gennaio (foto Getty)

E' l'altra faccia del Barcellona dei record: gli uomini di Mourinho hanno chiuso il girone d'andata a 18 punti dalla vetta, tra le polemiche su Casillas e il mancato rinnovo di Ronaldo. Così, anche il tecnico portoghese sembra allontanarsi dai galacticos

di Stefano Rizzato

Uno "normal" l'avrebbero già cacciato. Chiudere l'andata a 18 punti dal Barcellona capolista, e con l'Atletico davanti, sarebbe già bastato. Invece José Mourinho resiste. Ma di certo il suo Real Madrid non se la passa bene. E lo 0-0 contro l'Osasuna - sabato scorso, con tanto di gol regolare annullato a Callejon - non ha fatto che peggiorare la situazione.

Il bilancio di metà stagione è impietoso tanto per i galacticos quanto per il tecnico portoghese. I 37 punti fatti dai suoi in 19 partite sono il peggior bottino al giro di boa da quando lo Special One è arrivato a Madrid: 11 in meno del 2010-2011 e 12 meno dello scorso anno. Quando i gol fatti furono 67: altro che i "miseri" 45 di questa prima metà di stagione.

Ma la situazione è peggiore persino di quanto dicano i numeri. I media spagnoli raccontano di un ambiente lacerato dalle polemiche. Prima fra tutte la "grana" legata al contratto di Cristiano Ronaldo, scontento ormai da mesi e - per motivi che continuano ad avere del misterioso - ben lontano dal rinnovare il contratto. Ma anche Mou ci ha messo del suo.

Abituato ad andare per la propria strada, il tecnico ex-interista ha deciso di mettersi contro uno degli idoli della tifoseria, Iker Casillas. In totale il capitano madridista è stato fuori 96': abbastanza perché il suo sostituto, il 25enne Adán, incassasse tre gol e una sconfitta a Malaga, e si facesse cacciare dopo 6 minuti contro la Real Sociedad. Scelta tecnica o - com'è più probabile - "caratteriale" che fosse, per il portoghese è stato il miglior modo per attirarsi una pioggia di critiche. Che ancora non accenna a placarsi.

Per Mourinho, l'occasione per dimostrare di essere ancora "special" è ormai legata alla stellare sfida degli ottavi di Champions contro il Manchester United (andata il 13 febbraio in casa, ritorno in Inghilterra il 5 marzo). Ma l'impressione è che i pensieri del tecnico, proprio come quelli di Ronaldo, siano lontani da Madrid e dalla Spagna. Verso un ritorno in Premier o dagli sceicchi del Psg. Magari proprio con CR7, per riformare un duo portoghese che - almeno fino all'anno scorso - funzionava alla grande.

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