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20 marzo 2013

Croazia-Serbia, più di una partita. Stato di massima allerta

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La Serbia in campo a Genova nella celebre partita degli scontri dell'ottobre 2010

Sale già la tensione per il match valido per le qualificazioni ai Mondiali brasiliani del prossimo anno in programma a Zagabria venerdì alle 18. E' la prima volta che le due Nazionali si affrontano dalla fine del conflitto nell'ex Jugoslavia nel '91-'95

La polizia croata ha annunciato severe misure di sicurezza per l'incontro fra le nazionali di calcio di Croazia e Serbia, valida per le qualificazioni ai mondiali in Brasile del prossimo anno e in programma a Zagabria venerdì prossimo alle 18. Una partita considerata ad alto rischio incidenti, essendo il primo incontro fra le due nazionali dei rispettivi Paesi indipendenti, dopo la guerra serbo-croata del 1991-1995 e la disgregazione della ex Jugoslavia.

Pronti a sospendere il match - Il direttore della polizia croata, Krunoslav Borovec, ha avvertito che in caso di manifestazioni ostili contro i serbi sulle tribune, e di cori segnati dall'odio xenofobo, la partita potrà essere sospesa e anche annullata. "La polizia è pronta e intende adottare tutto quanto nei suoi poteri per garantire il massimo livello di sicurezza prima, durante e dopo l'incontro", ha detto Borovec in una conferenza stampa a Zagabria, "anche a sospendere il match in caso di cori ostili".

Niente trasferte organizzate - I preparativi del dispositivo di sicurezza, ha aggiunto, vanno avanti da almeno tre mesi, in collaborazione con i servizi di intelligence croati e la polizia serba. Le due Federazioni, in considerazione dell'alto rischio per la sicurezza, hanno deciso nelle scorse settimane di rinunciare a trasferte organizzate di tifosi a Zagabria e Belgrado (dove il 6 settembre si giocherà la partita di ritorno). Borovec ha detto che finora non vi sono informazioni sulla possibilità che gruppi di tifosi serbi possano giungere a Zagabria in modo organizzato. In ogni caso la polizia di frontiera è in allerta, e impedirà eventuali ingressi in Croazia di gruppi di tifosi serbi.

L'appello ai tifosi croati - L'allenatore della nazionale croata Igor Stimac ha lanciato da parte sua un appello ai tifosi locali a comportarsi correttamente e a dar prova di fair play sportivo, incoraggiando e sostenendo la propria squadra senza cori ostili e di contenuto razzista contro i serbi. Intanto una organizzazione ultranazionalista dell'estrema destra croata (Hsp) ha chiesto alla Procura di proclamare 'persona non grata' Sinisa Mihajlovic, tecnico della nazionale serba, in reazione a quanto da lui sostenuto in una intervista alla Gazzetta dello Sport.

Il passato indigesto di Mihajlovic - Nell'intervista, Mihajilovic - secondo l'Hsp - ha ammesso di aver sostenuto finanziariamente durante la guerra i serbi di Croazia, e di essere stato amico di Arkan (al secolo Zeljko Raznatovic), capo delle formazioni paramilitari attive durante i conflitti armati nei Balcani negli anni novanta. Mihajlovic è nato nella comunità serba di Vukovar, città croata al confine con la Serbia, definita Città Martire dai croati e simbolo della resistenza nella guerra di indipendenza contro Belgrado.

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