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21 marzo 2013

Italia, cuore e classe. Pari con il Brasile a Ginevra

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Mario Balotelli segna uno strepitoso gol e regala al'Italia il pareggio

Nell'amichevole contro la Seleçao la squadra di Prandelli pareggia 2-2 dopo essere stata sotto di due reti. I gol di Fred e Oscar pareggiati da De Rossi e Balotelli. Azzurri in crescita

ITALIA-BRASILE 2-2
33' Fred (B), 42' Oscar (B), 54' De Rossi (I), 57' Balotelli (I)

Chiedere di più sarebbe stato francamente troppo. Perché l'Italia di Prandelli è ancora una squadra che vive di sperimentazioni e perché il valore dell'avversario, il Brasile, non si discute. E dopo lo 0-2 maturato nell'ultimo quarto d'ora del primo tempo il timore era non solo che arrivasse l'ottava sconfitta in amichevole dell'era Prandelli, ma che, addirittura, potesse configurarsi una batosta sonora. E invece gli Azzurri escono a testa alta per un 2-2 che alla fine resta anche un po' stretto. Il progetto verso il Mondiale va avanti con grandi progressi nel gioco e nella qualità dei giovani e delle nuove proposte.

Ruoli invertiti - Il Brasile non ce lo aspettavamo così anche se la sensazione, vedendolo in campo durante gli allenamenti, era che davvero qualcosa fosse cambiato. O meglio che l'idea che tutti hanno di questa squadra portatrice di un calcio fantasioso, votato all'attacco, spesso senza equilibrio, si fosse leggermente modificata. Si è parlato di Felipe Scolari come l'uomo in grado di scrollare di dosso dalla Seleçao quell'alone di superiorità, mista a sufficienza, a scarsa voglia di sacrificarsi, che ne ha decretato la discesa nel novero delle grandissime. Eppure l'Italia ha fatto il suo giocando con la palla, affondando, ma, strano a dirsi, subendo gol con due capovolgimenti di fronte: il secondo dopo una sanguinosa incursione del velocissimo Neymar che ha offerto a Oscar la palla del 2-0. Ruoli invertiti: Italia a costruire senza concretizzare, Brasile cinico e pungente. Fino al 45'.

A tre punte - L'abilità e il coraggio di Prandelli di cambiare il volto agli Azzurri inserendo El Sharaawy e Cerci per Pirlo e Osvaldo (che non avevano assolutamente demeritato), ha ridisegnato la squadra in un 4-3-3 imprevedibile nel quale si sono esaltate le doti di De Rossi (pareggio) e Balotelli capace di un gioiello di rara bellezza in occasione del 2-2.

Sfida tra creste - E se la gara è finita in parità il duello tra SuperMario e Neymar lo ha vinto l'Azzurro. Più incisivo, più fisico, più costante del giocatore del Santos che vive di lampi improvvisi e mortiferi e nonostante sia potenzialmente sempre pericoloso non sempre riesce a concretizzare la sua straordinaria abilità con la palla tra i piedi.

L'incubo del Maracanaço
- L'Italia non segnava al Brasile da 16 anni (gol di del Piero) e ha dimostrato di potersela giocare con chiunque. La Seleçao, nel Mondiale di casa, avrà un obbligo morale da soddisfare: scacciare gli incubi del Maracanaço del 1950. Ma la strada è ancora lunga.

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