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23 marzo 2013

"Sinisa, vattene!". La stampa serba invoca il suo scalpo

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Il ko di Zagabria ha scatenato l'ira della stampa serba nei confronti di Sinisa Mihajlovic (Foto Getty)

Il 2-0 incassato al Maksimir di Zagabria può costare la panchina a Mihajlovic. Il ritardo in classifica da Belgio e Croazia è di 9 punti, i media nazionali gli contestano evidenti lacune tattiche. Con 4 punti in 5 gare la Serbia è praticamente eliminata

A seguito del 2-0 incassato a Zagabria contro la Croazia, nel primo storico confronto tra i due Paesi protagonisti nel conflitto jugoslavo, la stampa serba ha invocato oggi le dimissioni del tecnico della nazionale Sinisa Mihajlovic, ritenuto il principale responsabile dell’addio alle speranze di qualificazioni mondiali. Nel Gruppo A la Croazia ha consolidato la prima posizione con 13 punti, mentre la Serbia, ferma a 4 punti, è virtualmente fuori dai giochi e vincolata solo ad eventuali miracoli.

'Miho, per favore vattene', titola in prima pagina il quotidiano sportivo Sportski Zhurnal, secondo cui a determinare la netta sconfitta della nazionale serba allo Stadio Maksimir sono stati la testardaggine di Mihajlovic e i suoi errori di formazione, soprattutto nel reparto difensivo. "La nazionale ha detto addio senza gloria al campionato mondiale", scrive il giornale che sottolinea come "la terza sconfitta consecutiva, sul campo dell'avversario più ostico, ha condotto le Aquile serbe in un vicolo cieco, e ha confermato definitivamente che l'allenatore Sinisa Mihajlovic non merita più alcun appoggio".
'Sinisa ha spento la luce' è il titolone in prima dell'altro giornale sportivo 'Sport', secondo il quale "Mihajlovic ha dimostrato definitivamente che non capisce niente del lavoro di allenatore".
'Mihajlovic, vattene', è il titolo-fotocopia di Blic e Vecernje Novosti, i due quotidiani più letti di Belgrado.

Ieri sera Sinisa Mihajlovic, dopo il ko rimediato a Zagabria, ha detto di non avere alcuna intenzione di dimettersi. "Solo la Federcalcio può decidere sulla mia permanenza o meno alla guida della nazionale serba", ha spiegato l’ex tecnico di Bologna, Catania e Fiorentina.

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