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27 marzo 2013

Tetto dell'Engenhao a rischio crollo, Rio resta senza stadi

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Il "Joao Havelange", inaugurato nel 2007, è stato chiuso dal sindaco perché la sua copertura avveniristica sta rischiando di cedere. Così, con il Maracanà in ristrutturazione , Fluminense, Flamengo, Vasco da Gama e Botafogo non sanno dove giocare

di Emiliano Guanella
da Rio De Janeiro

Uno stadio nuovo, inaugurato nel 2007, costato più di 150 milioni di euro e che viene chiuso perché il suo tetto “avveniristico” sta rischiando di crollare. Questa la situazione dell’arena Joao Havelange, meglio conosciuta come Engenhao, secondo stadio di Rio de Janeiro, teatro, in teoria, delle gare d’atletiche delle Olimpiadi del 2016, ma anche l’unico dove si giocavano al momento le partite delle squadre più importanti della città carioca, visto che il Maracanà è da due anni un cantiere in vista di Confederations Cup e Mondiali del 2014.

Non è certo una bella pubblicità per il Brasile, paese che ospiterà i massimi eventi sportivi a venire e per la città di Rio in particolare, che ora è costretta a pensare a soluzioni alternative per salvare le partite delle sue squadre. La chiusura a tempo indeterminato decisa del sindaco Eduardo Paes arriva dopo una serie di denunce e di perizie tecniche sulla copertura dello stadio, che oscilla minacciosamente nei giorni di molto vento al punto da essere definita in pericolo.

“Meglio agire subito – ha detto il primo cittadino – prima di dover assistere ad una tragedia”. I problemi d’ordine pratico sono molti, ad iniziare dall’ubicazione delle quattordici partite che erano in programma nello stadio nei prossimi 30 giorni, praticamente una ogni due giorni, nell’ambito del campionato carioca, della Coppa Libertadores, con la Fluminense detentrice del titolo brasiliano e della Coppa del Brasile, che entra ora nella fase ad eliminazione diretta. Le quattro nobili di Rio de Janeiro, oltre al Fluminense, il Flamengo, il Vasco da Gama e il Botafogo, che è il concessionario dello stadio, dovranno emigrare per gli incontri più importanti in stadi più piccoli in città e in periferia.

A maggio, poi, è probabile che si userà il nuovissimo Maracanà, che verrà inaugurato non ufficialmente il 27 aprile con una partita d’esibizione e poi a livello ufficiale il prossimo due giugno con la sfida fra la selecao di Felipe Scolari e l’Inghilterra. Il battesimo del nuovo Maracanà nella Confederations Cup sarà invece il 16 giugno con la sfida fra l’Italia di Cesare Prandelli e il Messico. I commentatori sportivi brasiliani puntano il dito sulle responsabilità di amminsitratori e costruttori per le deficenze dell’Engenhao, considerato già all’epoca della sua inaugurazione un vero e proprio monumento alla corruzione: costruito interamente con fondi pubblici e con un costo finale di sei volte superiore a quello del progetto iniziale.

Uno stadio che non è mai entrato nei cuori dei tifosi carioca, ma che è servito per ospitare i grandi derby fra le squadri locali durante i due anni e mezzo di lavori del glorioso Maracanà. Ma i problemi non riguardano solo il futebol; se il tetto incriminato verrà considerato definitivamente fuori uso si dovrà provvedere a costruirne uno nuovo sulla base originale o fare direttamente un nuovo stadio in vista dei Giochi Olimpici di Rio del 2016. In entrambi i casi, uno scenario ben poco edificante per la cidade maravilhosa.

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