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29 marzo 2013

Rogers: "Ho fatto outing. Impossibile tornare a giocare"

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Robbie Rogers, attaccante, 18 presenze con la maglia della Nazionale degli Usa. Ha lasciato il calcio a soli 25 anni

Pochi giorni dopo aver dichiarato la proria omosessualità e aver lasciato il calcio a soli 25 anni, l'ex-giocatore del Leeds esclude il ritorno: "Nel mondo del pallone c'è ancora una mentalità ottusa, è triste dirlo ma è così"

"Una volta fatto outing è impossibile rientrare nel mondo del calcio": a poche settimane dall'autodenuncia sulla sua omosessualità, Robbie Rogers, ex Leeds ed ex nazionale americano, esclude ogni ripensamento dopo aver attaccato gli scarpini al chiodo ad appena 25 anni.

"Nel calcio professionistico - ha spiegato in un'intervista a The Guardian - è impossibile denunciare la propria omosessualità. Nessuno ci è riuscito, una volta fatto coming out è impossibile rientrare in quel mondo, è triste dirlo ma è così". "Ho avuto paura su cosa avrei detto ai miei compagni di squadra - racconta Rogers - come loro si sarebbero comportati nei miei confronti negli spogliatoi o sul bus. Ho sempre avuto paura di mostrare chi ero veramente e dei giudizi che ne sarebbe derivati. Avrei potuto essere forte e resistere a tutto questo ma non so se questo era davvero quello che volevo. Io volevo essere un calciatore ma avrei rischiato di far parte di un circo, dove magari le persone, i compagni vengono a trovarti solo perché sei gay. Magari stai giocando bene e i media potrebbero scrivere su di te, 'ecco il gay sta giocando bene' o magari se commetti un fallo o lo subisci, giù altre considerazioni. Insomma ho provato brutte sensazioni - ha concluso Rogers - che mi hanno portato a mollare tutto. Spesso si dice che nel gruppo, nel mondo del calcio non c'è questa mentalità 'ottusa', ma no credete, c'è sempre voglia di prendere in giro questi aspetti".

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