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03 aprile 2013

Sunderland, Di Canio fa dietrofront: "Non sono un fascista"

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Il saluto romano di Di Canio nel derby vinto 3-1 contro la Roma il 6 gennaio 2005: gli costò 10.000 euro di multa (Foto Getty)

Continua la polemica in Inghilterra: a far parlare non per questione sportive ma per questioni politiche è sempre Paolo Di Canio. Dopo le dimissioni di Miliband e le accuse della stampa inglese, arriva la sua difesa

Nuova puntata sul caso Di Canio. Dopo le accuse provenienti dalla stampa inglese sulla fede politica di estrema destra del nuovo allenatore del Sunderland, a parlare è il diretto interessato, attraverso il sito ufficiale del club. "Ho detto chiaramente che non intendo parlare di questioni diverse dal calcio, però sono stato profondamente ferito dagli attacchi contro di me e contro la mia nuova squadra". Ma soprattutto, Di Canio cerca di chiudere la polemica con un netto: "Non sono fascista nè razzista".

Solo calcio, niente politica
- "Questo è un club storico e pieno d'orgoglio: leggere e ascoltare alcune accuse feroci, molte delle quali personali, è veramente doloroso. Sono un uomo onesto, i miei valori e i miei principi provengono dalla mia famiglia e dall'educazione che ho ricevuto", dichiara Di Canio. "So che non dovrei giustificarmi con le persone che non capiscono questo concetto, ma ci tengo a dire una cosa: io non sono quello che viene descritto da alcune persone". In particolare, "Non sono un politico, non sono affiliato a nessuna organizzazione, non sono un razzista e non condivido l'ideologia del fascismo. Io rispetto tutti. Sono un uomo di calcio: questo e la mia famiglia sono la mia unica attenzione. Ora voglio parlare solo di calcio".

Chiamatemi Unique one
- Altro che Mourinho: Di Canio mette da parte la modestia, paragonandosi al portoghese: "Chiamatemi Unique One. Non sto scherzando: abbiamo alcuni tratti del carattere simili. I media lo amano perchè in ogni conferenza lascia un titolo per i giornali, ma tanti lo considerano arrogante e con un'alta stima di sè, in questo mi riconosco in lui", aggiunge. "Non cercherò di imitare Mourinho, però: io sono Paolo Di Canio. Credo in me stesso e nelle mie capacità. Sono convinto di poter fare un grande lavoro per il Sunderland. La chiamata della società mi ha sorpreso ma eccomi, sono pronto, ho la consapevolezza da due anni di poter essere un allenatore da Premier League. Sono un vincente, chi pensa il contrario nei prossimi due mesi si ricrederà", conclude.

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