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08 aprile 2013

Margaret che odiava il calcio e fu punita dalla Mano de Dios

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La baronessa Thatcher, scomparsa a 87 anni , odiava lo sport. Proprio lei, per oltre 10 anni Primo Ministro della terra che lo sport ha fatto nascere e codificato. Soprattutto, tra gli sport, non sopportava il calcio. E ovviamente i suoi tifosi

di Nicola Roggero

Detestava lo sport, lei per oltre 10 anni Primo Ministro della terra che lo sport ha fatto nascere e soprattutto codificato. Di Margareth Thatcher non si ricordano visite a Wimbledon, alle classiche dell'ippica tanto amate dalla Regina e in generale alle grandi manifestazioni di cui il Regno Unito è infarcito. Un merito lo ebbe nell'80, quando non seguì Carter nel boicottaggio americano ai Giochi di Mosca consentendo a Coe e Ovett di dar vita ai loro splendidi duelli nel mezzofondo.

Soprattutto, tra gli sport, ne odiava uno: il calcio. Quello che mentre lei era inquilino al 10 di Downing Street faceva arrossire l'Inghilterra con i famigerati hooligans, e la tragedia dell'Heysel fu l'assist perfetto per intervenire a favore del bando dei club d'oltremanica dalle coppe. Gli inglesi, garantì la Thatcher, non si sarebbero più vergognati delle imprese di quei compatrioti criminali,  e non è un caso che la riammissione in Europa avvenne giusto pochi mesi dopo le sue dimissioni da Premier.

Odiava il calcio ma soprattutto i suoi tifosi, quasi tutti dei ceti popolari e ben difficilmente elettori del partito conservatore. Il Nottingham Forrest, due volte vincitore della coppa dei Campioni, divenne addirittura un simbolo della lotta dei minatori inglesi contro suo il governo. Gli "arcieri" erano allenati dal leggendario Brian Clough, la testa alla tattica e il cuore con il partito laburista: figlio di un minatore, Clough era un finanziatore del sindacato di Arthur Scargill. Di riflesso, il calcio fece arrabbiare la Thatcher anche per via indiretta: quattro anni dopo la guerra delle Falkland, ai Mondiali messicani la "Mano di Dio" di Maradona eliminava gli inglesi, con il Pibe a ricordare il nome argentino delle isole, Malvinas.

Non solo calcio, comunque, nel difficile rapporto tra la figlia di un umile droghiere di Grantham, costa est dell'Inghilterra, diventata primo ministro e lo sport. Accadde quando il figlio Mark, pilota di rally, si perse nel deserto algerino durante la Parigi-Dakar. Venne ritrovato vivo dopo sei giorni, e si disse che la Lady di Ferro avesse persino pianto. Nessuno ebbe il coraggio di fargli notare che persino nello sport, per una vittoria o una sconfitta, le lacrime si versano spesso.

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