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15 maggio 2013

Europa League, Chelsea campione al 93'. Benfica ko 2-1

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Esultano i londinesi, vittoriosi 2-1 allo scadere dei tempi regolamentari (Foto Getty)

La squadra di Benitez festeggia all'Amsterdam ArenA con i gol di Torres e Ivanovic, che segna all'ultimo minuto. Fino al 25 maggio i blues saranno il primo club a detenere contemporaneamente entrambi i titoli europei. Portoghesi a digiuno dal 1962

BENFICA-CHELSEA 1-2
59' Torres (C), 68' rig. Cardozo (B), 93' Ivanovic (C).

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Chissà se Rafa Benitez, inesorabilmente vicino all’addio dal club, verrà ancora fischiato dai propri sostenitori fedeli oltremodo a Roberto Di Matteo. Il Chelsea supera 2-1 il Benfica nella finale di Europa League, conquistando così il secondo trofeo continentale consecutivo dopo la vittoria della Champions League dodici mesi fa. Un altro record impreziosisce il trionfo all’Amsterdam ArenA: i londinesi diventano il primo club a detenere nello stesso istante i due massimi trofei continentali, primato che avrà termine il prossimo 25 maggio nell’epilogo tedesco tra Bayern Monaco e Borussia Dortmund. In casa biancorossa si può invece parlare di maledizione: il ko in finale prosegue la scia di sconfitte nelle finali europee. Tra Coppa dei Campioni, Coppa Uefa e l’atto finale di Amsterdam, per il Benfica si tratta del settimo schiaffo consecutivo (dei quali ben tre rifilati dalle società milanesi). L’ultima gioia continentale, per le Aquile, resta quella del 1962 targata Eusebio e vinta 5-3 contro il Real Madrid. Un digiuno lungo 51 anni, che nemmeno Jorge Jesus ha potuto saziare.

Un doppio smacco in pochi giorni – Il Benfica non digerirà facilmente l’intervallo tra sabato e mercoledì, i cui estremi hanno vanificato le gioie in patria e all’estero. Se la resa all’Amsterdam ArenA ha premiato il collettivo londinese, lo scivolone nel weekend all’Estádio do Dragão sanguina ancora. Il gol di Kelvin al 92’ è costato disfatta, sorpasso in classifica e probabile terzo titolo consecutivo per gli storici rivali del Porto.

La parola al campo – Entrambe le sfidanti hanno trovato posto nel tabellone della competizione dai sedicesimi, in virtù del terzo posto maturato nella fase a gironi di Champions League. I blues hanno eliminato nell’ordine Sparta Praga, Steaua Bucarest, Rubin Kazan e Basilea, mentre sulla strada dei portoghesi hanno ceduto il passo Bayer Leverkusen, Bordeaux, Newcastle e Fenerbahce. L’ex allenatore dell’Inter si affida al rodato 4-2-3-1, nel quale il capitano Terry non trova posto a causa della precaria condizione fisica. Indisponibile Hazard, regolarmente in campo i due ex, David Luiz e Ramires, mentre in avanti spazio a Fernando Torres. Jorge Jesus, che perde il terzino Maxi Pereira per squalifica, propende invece per il 4-3-3: al serbo Matic (due presenze in maglia blues nel 2009) il compito di dare equilibrio in mediana, al paraguayano Cardozo la licenza di offendere (sei gol in questa edizione). Accanto a lui, nel tridente, Rodrigo e Salvio.

Benfica, sprint dai blocchi di partenza – L’avvio frenetico delle Aquile sorprende gli inglesi, subito intimoriti dalla presenza in area di Oscar Cardozo. Il Chelsea fatica sul possesso palla avversario, cede metri e si espone alle incursioni biancorosse. Cardozo e Salvio vengono contratti al tiro, poi è Gaitan ad alzare il sinistro sopra il montante. Solo alla mezz’ora si registra la prima velleità degli uomini di Benitez, ma la conclusione di Oscar è domata da Arthur. Benfica ordinato nella zona nevralgica del campo, in particolare è il trio argentino Perez-Gaitan-Salvio ad entusiasmare la platea. Non sarà sudamericano ma Frank Lampard, fresco miglior marcatore di sempre del Chelsea (203 gol), costringe Arthur al miracolo al 38’. All'intervallo è 0-0, ma ai punti la supremazia portoghese è palese.

Questione di bomber, ma lo squillo è di Ivanovic - Il canovaccio del primo atto trova conferme anche dopo la pausa: Benfica padrone del campo, Chelsea spalle al muro. E così Gaitan scarica a lato il sinistro, mentre a Cardozo viene annullato il vantaggio per un millimetrico offside. Al primo affondo i londinesi lasciano il segno sebbene la topica sia dello scacchiere biancorosso: rilancio con le mani di Cech che sfila sino a Fernando Torres, libero di aggirare Arthur e appoggiare in rete. Jorge Jesus corre ai ripari (fuori Rodrigo e Melgarejo, dentro Lima e John), ma l'omaggio lo concede Azpilicueta che tocca con la mano in area il tocco di Cardozo. Il paraguayano pareggia e al 68' è 1-1. I protagonisti restano i due riferimenti avanzati: Torres reclama un rigore per il contatto di Luizao, mentre Cardozo esalta i riflessi di Cech. Il terzo incomodo, Lampard, maledice la traversa a tempo praticamente scaduto. L'attore non protagonista è invece Branislav Ivanovic che, analogamente alla beffa lusitana incassata sabato dal Porto, stacca imperioso da calcio d'angolo all'ultimo minuto. Il passivo non può più essere colmato: il triplice fischio finale accende la festa londinese. Per Benitez, praticamente certo del terzo posto in Premier League, ecco il quarto trofeo europeo del proprio palmares. Se congedo sarà, non poteva essere più luccicante.

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