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27 maggio 2013

Prandelli: su Osvaldo vedremo. Pensiamo alle Qualificazioni

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La Nazionale si raduna a Coverciano e il ct deve affrontare il caso dell'attaccante italo-argentino , che rischia provvedimenti disciplinari. "Adesso dobbiamo pensare al 7 giugno e alla Repubblica Ceca. Pirlo? Un riferimento per tutti, sempre"

"Prima di prendere una decisione su Osvaldo, voglio capire bene tutti i passaggi della vicenda e confrontarmi con i dirigenti della Roma: di sicuro sarà una decisione in tempi brevi". La Nazionale si raduna a Coverciano e Cesare Prandelli subito deve affrontare il caso dell'attaccante italo-argentino, che rischia provvedimenti alla luce del codice etico dopo aver offeso ieri il tecnico della Roma Andreazzoli ed esser stato oggi protagonista di un botta e risposta con un tweet contro il suo allenatore.



"Adesso non dobbiamo dare risposte a nessuno - ha proseguito il ct della Nazionale -, certo che in questo gruppo vanno seguiti comportamenti di un certo tipo e se così non è abbiamo preso e prenderemo provvedimenti adeguati. Ma al momento non so che cosa è successo, certe cose sono state solo riportate, voglio parlare prima con i dirigenti giallorossi, confrontarmi con serenità, poi prenderemo una decisione. Siamo in Nazionale, e questo impone serenità".

Poi la conferenza stampa del ct prosegue su temi, per fortuna, solo tecnici. "Il nostro campionato ha offerto un buon calcio, ma ci manca un po' di qualità per essere competitivi a livello europeo. La stagione è stata dura, ma la maglia azzurra fa ritrovare entusiasmo. Pensiamo alla Repubblica Ceca, non alla Confederations Cup". Prandelli analizza lo stato di salute del calcio italiano e alza il sipario sull'intenso giugno della Nazionale. Dopo l'amichevole in programma venerdì a Bologna contro San Marino, l'Italia sarà impegnata il 7 giugno contro la Repubblica Ceca in un match valido per le qualificazioni ai Mondiali 2014.

"Le sensazioni sono buone. Adesso dobbiamo pensare al 7 giugno", ribadisce il ct nel quartier generale di Coverciano. Il Dna dell'Italia dovrà mostrarsi in maniera chiara anche nei  prossimi appuntamenti: "Tre anni fa abbiamo iniziato un progetto sapendo che avremmo incontrato difficoltà, eravamo consapevoli che avremmo dovuto cercare ritmi più alti e gioco di qualità. Non si può pensare di risolvere le partite con un episodio o con una giocata", dice il ct. La finale di Champions League e quella di Coppa Italia, nel giro di 24 ore hanno consentito di fare un confronto a 360 gradi tra il calcio europeo di vertice e il made in Italy.

"Siamo lontani, noi usiamo termini come vita e morte. Gli altri vedono le partite come momenti di gioia, con la voglia di stupire. Noi siamo rimasti ai sassi che vengono lanciati ai pullman. In Europa le partite si vedono con gioia, lo stesso dovrebbe accadere da noi", dice Prandelli. "Dovremmo andare allo stadio con uno spirito diverso. La violenza è sempre violenza, è un problema che va di pari passo con  quello del razzismo. Quest'ultimo è un tema che affronteremo. Sono convinto che le squadre devono avere la capacità di discutere anche argomenti scomodi, lo abbiamo fatto lo scorso anno prima degli Europei e lo faremo anche stavolta", afferma il ct.

La differenza, spesso, si vede anche sul terreno di gioco. "In  Europa le squadre forti scendono in campo con personalità e al limite con presunzione, senza preoccuparsi troppo di quello che fanno gli avversari. Si parla tanto di progetto: queste squadre top hanno unito culture diverse alla loro tradizione, è nato un mix interessante",  prosegue. "Il nostro campionato ha offerto un buon calcio. Ma, per  quanto mi riguarda, non basta per essere competitivi a livello europeo. Servono giocatori di qualità, perché la tattica da sola non basta", osserva ancora il ct.

Nella Nazionale di Prandelli è "determinante" un elemento esperto come Andrea Pirlo. "E' un riferimento per tutti i giovani, anche per quelli che cercano di rubargli il posto. E' una gioia vederlo in Nazionale: se sarà stanco, valuteremo. Ma questo è un problema secondario, sono convinto che troveremo tutti pimpanti", dice Prandelli riferendosi al regista della Juventus. C'è spazio anche per valutazioni su altri elementi: "Cerci quest'anno mi è piaciuto molto, perché è stato determinante nella fase offensiva del Torino. Ha fatto quello che serve per essere considerato un attaccante aggiunto".

Nel gruppo è entrato Marco Sau, protagonista di un'eccellente annata con il Cagliari: "E' un attaccante moderno, ha velocità e resistenza, vede la porta. E' un giocatore che fa la fortuna degli allenatori, si adatta alle esigenze degli allenatori". La Nazionale spera di recuperare Gigi Riva, che ha manifestato  l'intenzione di lasciare l'incarico di team manager. "Abbiamo cercato di fargli capire che la Nazionale è la sua casa e che la porta è sempre aperta. Il prossimo, sarebbe il decimo Mondiale per lui: un traguardo epico, se lo meriterebbe. Abbiamo percepito che c'è uno  spiraglio, al telefono ho sentito che sorrideva. Per me è sufficiente", dice Prandelli.

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