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07 giugno 2013

Filipe e contento. Da figlio di emigranti a star più attesa

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Filipe Luis, difensore dell'Atletico Madrid, con la maglia delle Seleçao brasiliana

EMILIANO GUANELLA da Rio studia i sicuri protagonisti brasiliani della Confederations Cup prossima al via. Filipe Luis Kasmirsky è figlio di polacchi e italiani approdati nel Nuovo Mondo. Ora che il sogno si realizza, promette scintille al ct Scolari

di Emiliano Guanella
(da Rio de Janeiro)

Manca ormai poco alla Confederations Cup 2013, è il tempo per gli ultimi test prima della competizione e per conoscere nuovi possibili protagonisti. Nella Seleçao padrona di casa di Felipao Scolari inizia farsi a notare un difensore finora poco conosciuto al grande pubblico, Filipe Luis, che ha confessato di esser stato corteggiato in passato da almeno tre nazionali europee; la Polonia, l’Italia e la Spagna.

Filipe Luis Kasmirsky, questo il suo nome completo, è figlio di emigrati polacchi e italiani approdati nel sud del Brasile, ha giocato in patria solo nel modesto Figueirense per approdare diciannovenne all’Ajax. Due anni olandesi, con titolo di lega e coppa, per spiccare il salto nella Liga spagnola, dove ha conquistato il posto di titolare al Deportivo La Coruna. Nel 2010, dopo un brutto infortunio che lo ha tenuto fuori per diversi mesi, oltre a bruciare le poche possibilità di una convocazione per i mondiali sudafricani, è arrivato il trasferimento all’Atletico Madrid di Diego Simeone, con cui ha vinto l’Europa League e la Supercoppa europea.

Scolari lo ha voluto fin da subito nella sua nazionale e adesso, a 27 anni, disputa la fascia sinistra della difesa con Marcelo del Real Madrid, una specie di derby fra le due sponde calcistiche di Madrid, all’interno della verde-amarela. Durante il ritiro prima della partita di domenica prossima contro la Francia, ultima prova generale prima del debutto in Confederations Cup il 15 giugno contro il Giappone di Zaccheroni, Luis Filipe ha confessato che negli ultimi anni ha rifiutato le offerte della federazione polacca, dell’italiana e anche di una possibile naturalizzazione spagnola, convinto che, prima o poi, sarebbe arrivato il suo turno con la Seleçao.

“Sono un tipico figlio di emigranti - ha detto - ma mi sento al 100% brasiliano e non ho mai smesso di sperare di giocare per il mio paese. Rischiando, perché con una sola partita mi giocavo la possibilità di vestire un’altra maglia, ma fa parte del gioco. Il mio sogno, adesso, si sta realizzando”. Subito dopo la partita di domenica prossima a Porto Alegre, non lontano dalla sua terra d’origine di Santa Catarina, Luis Filipe volerà in fretta e furia in Spagna per vedere il suo primo figlio, Thiago, appena nato, che non ha ancora conosciuto. Un permesso lampo di due giorni concessogli da Scolari prima di tornare con la comitiva per il debutto in Confederations Cup a Brasilia, con il babbo polacco e la mamma italiana in prima fila a fare il tifo per lui.

*Giornalista italiano, Emiliano Guanella collabora dall'America Latina con Sky Sport, RSI Radiotelevisione Svizzera, La Stampa. Direttore di Tomara Films.

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