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11 giugno 2013

Subito Giaccherini, poi il nulla: Italia-Haiti finisce 2-2

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L'Italia di Cesare Prandelli non ha brillato nell'ultima amichevole prima della Confederations Cup (Getty)

Gli azzurri deludono nell'ultimo test amichevole prima della Confederations Cup. Il centrocampista della Juve firma la rete più veloce della storia della Nazionale dopo 19''. A segno anche Marchisio

ITALIA-HAITI 2-2
1' Giaccherini (I), 72' Marchisio (I), 86' rig. Saurel (H), 91' Peguero (H).

Non aveva brillato a Praga, ha fatto forse peggio a Rio de Janeiro. E’ questo probabilmente il succo delle ultime due partite della Nazionale. Se lo 0-0 contro la Repubblica Ceca aveva spalancato le porte della qualificazione ai Mondiali agli azzurri, non si può dire lo stesso per lo scarno e deludente 2-2 dell’Italia su Haiti al São Januário, stadio che abitualmente ospita le partite interne del Vasco da Gama. Non certo il miglior biglietto da visita in vista dell’esordio in Confederations Cup contro il Messico di domenica prossima, visto che di fronte, al di là del valore umanitario dell’incontro, gli uomini di Prandelli avevano Haiti, non proprio il Brasile.



Eppure le cose, all’inizio, lasciavano presagire a tutt’altro tipo di match. Sono bastati infatti solo 19 secondi a Emanuele Giaccherini per battere Mantrevil. Un gol da record, di quelli che restano nella storia. Il centrocampista della Juve ha infatti firmato, per un solo secondo, il gol più veloce nella storia della Nazionale maggiore, abbattendo il precedente primato di Salvatore Bagni, in gol dopo 20" in Italia-Messico 5-0 del 4 febbraio 1984. Dopo questo gol però gli azzurri sono stati assorbiti dal torpore del caldo di Rio faticando come nessuno probabilmente si aspettava alla vigilia. Per attendere la rete del 2-0 di Marchisio si è dovuto attendere infatti il 72’. Se a ciò si aggiunge la disattenzione, che ha permesso ad Haiti di trovare il calcio di rigore trasformato da Saurel, e la rete del 2-2 finale di Peguero nel recupero, forse si ha il quadro di una prestazione tutt’altro che esaltante degli azzurri.

Gli ingressi a partita in corsa dei vari Balotelli ed El Shaarawy non possono di certo valere come attenuante per la Nazionale vice-campione d’Europa. Il tempo degli esperimenti però è finito. Domenica prossima c’è il Messico. La speranza è, come spesso successo in passato nelle competizioni importanti, che l’Italia cambi subito marcia. Prandelli è avvisato: la Confederations non ci attenderà a lungo.  

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