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15 giugno 2013

L'Albania di De Biasi pedala verso il Mondiale: "Un sogno"

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Gianni De Biasi, in sella alla sua Pinarello, pronto per il tour dell'Albania

L'INTERVISTA . Il ct italiano della nazionale delle Aquile, in lotta per una storica qualificazione a Brasile 2014, pedalerà per le strade albanesi per cinque giorni, in un tour di solidarietà. Con lui Marzio Bruseghin e Giovanni Storti

di Luciano Cremona

Quando si inizia a correre, quasi a volare, non ci si vorrebbe mai fermare. E se l'Albania sta cullando il sogno Mondiale è anche grazie alla tenacia, alla bravura e alla voglia di Gianni De Biasi, sulla panchina delle Aquile dal dicembre 2011. Al momento l'Albania è al secondo posto nel girone guidato dalla Svizzera: mancano quattro partite per realizzare un'impresa storica, ovvero quella di staccare il pass per Brasile 2014.

Gianni De Biasi ha sempre voglia di correre, anzi di pedalare. Ed è anche per questo, oltre che per conoscere a fondo un paese che gli sta dando tante soddisfazioni, che oggi partirà con un gruppo di venti ciclo-amatori (tra cui Giovanni Storti di Aldo, Giovanni & Giacomo e l'ex professionista Marzio Bruseghin) per compiere un vero e proprio giro dell'Albania. Nel segno della solidarietà. L'iniziativa, promossa dall'associazione "Bici & Solidarietà", è stata intitolata "I prati sono in fiore": tra le tante iniziative dell'associazione, anche un precedente viaggio in Albania, che ha contribuito a ritinteggiare i palazzi di Tirana. La prima tappa è Igoumenitsa-Kasmil di 71 Km, poi Kasmil-Dhermi, Dhermi-Berat, Berat-Elbassan per finire con Elbasan-Tirana. De Biasi, con il gruppo sbarcato in Albania da Carovigno (Brindisi) pedalerà per cinque giorni sulle strade albanesi. Chiedendo una spinta qua e là.
L'Albania del calcio corre, ma lei, mister non si ferma mai: ora si è dato al ciclismo?
Sono un appassionato, è vero. Certo, non sono come Guidolin: lui è un ciclista prestato al calcio, io sono un allenatore prestato al ciclismo. Il giro dell'Albania, oltre che un modo per conoscere questo straordinario paese, è soprattutto dettato dalla voglia di contribuire all'iniziativa di questo gruppo di amici.

Un paese che cresce, soprattutto calcisticamente. Si aspettava di fare così bene?

Nessuno si sarebbe mai immaginato che saremmo potuti arrivare a questo punto, a giocarci il Mondiale, che è il nostro sogno e il nostro obiettivo. Certo, ci brucia ancora il pareggio con la Norvegia della scorsa settimana, arrivato nel finale al termine di una partita da noi dominata. Ma non molliamo.

A che punto è il movimento calcistico albanese?
Posso senz'altro dire che c'è buona, buonissima qualità. Ci sono tanti ragazzi validi, che però pagano una carenza di strutture non indifferente.

Ci sono dei giocatori della sua nazionale pronti per una grande squadra?
Tra tutti, faccio tre nomi. Il primo è Etrit Berisha: portiere, classe '89; gioca in Svezia, nel Kalmar FF e farebbe già comodo a molte squadre. Mergim Mavraj, difensore classe '86 del Greuther Fürth: su di lui ci sono già gli occhi di squadre italiane. E poi c'è, ovviamente, Helseid Hysay, il difensore classe '94 dell'Empoli che tanto bene ha fatto quest'anno. Lui vale già una grande squadra.

Materiale buono ce n'è, l'entusiasmo pure e lo toccherà con mano in questi giorni in giro per l'Albania. Se dovesse qualificarsi per Brasile 2014 penserà ad un tour-pellegrinaggio in bici?
Questo è sicuro! Non ho ancora deciso dove e come, ma di sicuro un evento del genere merita un pellegrinaggio.

Per seguire la cinque giorni di De Biasi e del gruppo di ciclisti in giro per l'Albania: la pagina Facebook e il profilo Twitter dell'allenatore e la pagina "I prati sono in fiore".


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