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16 giugno 2013

Pirlo e Balo, che Italia! Messico affondato al Maracanà

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La Nazionale di Prandelli vince 2-1 nel match d'esordio della Confederations Cup. Il centrocampista bianconero segna su punizione, pareggia su rigore Hernandez. Decide SuperMario

MESSICO-ITALIA 1-2
27' Pirlo (I), 34' rig. Hernandez (C), 78' Balotelli (I)

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La preoccupazione per l'esordio, inutile nasconderlo, c'era. I timori di rivedere una Nazionale appannata come nelle ultime uscite con Repubblica Ceca e Haiti aveva tenuto tutti sulle spine. E' sembrato quasi fosse pretattica perché contro il Messico la Nazionale di Prandelli si è trasformata, ritrovata, è tornata brillante. Sarà stata l'aria del Maracanà e l'opportunità di giocare nello stadio del mito a risvegliare muscoli e idee degli azzurri, fatto sta che la squadra ha saputo imbrigliare il palleggio del Messico e colpire, anche se con minor cnismo rispetto a quanto creato.

Pirlo è stato il faro che ha illuminato la tifoseria brasiliana presente sugli spalti che, immediatamente, ha scelto per chi parteggiare. Il gol su punizione nella 100esima gara in azzurro è stata la ciliegina sulla torta a coronare una prestazione senza sbavature, di qualità e classe assoluta. Ed è stato anche grazie alla presenza di Montolivo e alla sostanza di De Rossi che "l'architetto" ha potuto progettare il gioco e disegnare quella parabola maligna che ha beffato Corona per il momentaneo vantaggio azzurro. Non fosse stato per quel rigore concesso al Messico a causa di un fallo di Barzagli (uno dei pochi errori stagionali) su Giovani Dos Santos e segnato da Chicharito Hernandez, non avremmo nemmeno tenuto il fiato sospeso per quanto superiore è stato il gioco degli Azzurri.

La Nazionale è sembrata pimpante e reattiva e la scelta di Prandelli di schierare un'unica punta (Balotelli) con Giaccherini e Marchisio a supporto ha pagato quantomeno in termini di densità in mezzo al campo. Pirlo e Montolivo hanno avuto la libertà di inventare gioco: il corto-lungo alternato a dovere, in appoggio su SuperMario e sugli esterni, ha consentito alla squadra di non dare punti di riferimento all'avversario. Nei primi 45' l'Italia ha pagato un po' d'incisività sotto porta ma nella ripresa, anche grazie all'ingresso di Cerci, la squadra è tornata viva e propositiva. E la forza di Mario Balotelli ha fatto la differenza: nei sedici metri è arma letale, gol e tutti a casa.

Negli ultimi minuti il Messico ha provato a riportarsi dalle parti di Buffon, ma non ha impensierito più di tanto gli Azzurri. La vittoria dell'esordio cancella il grigiore di qualche giorno fa. L'azzurro è tornato vivido. E anche Virginie ha indovinato il pronostico.


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