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21 giugno 2013

Conf Cup sospesa? "No, i Mondiali devono restare in Brasile"

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Mentre il torneo osserva una giornata di riposo ma si prepara a vedere in campo Italia-Brasile sabato sera , non si placano le manifestazioni. Riunione d'emergenza della Fifa, il segretario Valcke: "Chiesto al governo di garantire la sicurezza"

Mentre la Confederations Cup osserva una giornata di riposo ma si prepara a vedere in campo Italia-Brasile sabato sera, non si placano le manifestazioni di protesta in decine di città. Ad aggravare il bilancio, il dramma di Ribeirão Preto, dove uno dei manifestanti è stato investito e ucciso da un motociclista. E una seconda vittima venerdì, una donna di 51 anni asfissiata dai gas lacrimogeni a Belem.

I Mondiali devono restare in Brasile -
"La Confederations Cup non verrà sospesa: i Mondiali del 2014 devono restare in Brasile". Ad affermarlo è il segretario generale della Fifa, Gerome Valcke, al termine di una riunione di emergenza a Rio de Janeiro. Valcke ha assicurato che è stato "chiesto al governo di garantire la sicurezza necessaria fino alla fine della Confederations Cup: aspetteremo che la situazione si calmi".
L'escalation di violenza in varie città brasiliane è seguita con attenzione dalla federcalcio internazionale, ha confermato Valcke. "Spero solo che non continui anche l'anno prossimo", ha aggiunto. "Scusate la sincerità - ha concluso Valcke - ma non è un problema nostro: siamo il bersaglio sbagliato, non c'entriamo con questa confusione".

Ultimatum della Fifa al governo? - Le parole del segretario della Fifa sono giunte dopo che alcuni media avevano parlato di un ultimatum della Fifa al governo. "O è assicurata l'incolumità di squadre e dirigenti, o la Confederations sarà sospesa", sosteneva UOL Esporte, uno dei principali siti brasiliani, secondo il quale il messaggio sarebbe stato recapitato alla presidente Dilma Roussef.

Ma la Fifa: no, mai pensato a uno stop - "La Fifa e il Comitato organizzatore della Confederations Cup non hanno mai discusso la possibilità di cancellare il torneo", aveva immediatamente fatto sapere un portavoce della Fifa, interpellato dalla Bbc, escludendo categoricamente che la Confederations Cup possa essere cancellata per le manifestazioni. "Non è previsto nemmeno che la questione venga discussa. La Fifa appoggia il libero diritto di espressione che consente a qualsiasi persona di protestare. Condanniamo la violenza. E abbiamo totale fiducia nelle autorità brasiliane,con le quali siamo in contatto continuo".




Albertini: mai pensato di ritirarci - "Non abbiamo mai nemmeno preso in esame l'ipotesi di ritirarci dalla Confederations Cup". Queste le parole del vicepresidente della Figc, Demetrio Albertini, capo delegazione azzurro alla Confederations Cup, che ha smentito fermamente le indiscrezioni circolate su alcuni media brasiliani  relative a un possibile ritiro da parte della Nazionale italiana dalla competizione.










Londra mette in guardia i turisti
- Intanto, il Foreign Office consiglia ai cittadini britannici che si trovano in Brasile nelle zone interessate dalle manifestazioni di evitare tutte le proteste, di monitorare i media locali per notizie e aggiornamenti e di seguire le indicazioni delle autorità locali, sottolineando inoltre che potrebbero verificarsi ritardi e contrattempi per quanto riguarda spostamenti e viaggi.

Massa: io sto col popolo - "Io sono a favore di queste proteste, perché in Brasile ci sono tante cose che devono migliorare, tante cose per il popolo brasiliano, per la gente: io sono sicuramente a favore". Non ha esitazioni Felipe Massa, quando gli si chiede di parlare dell'ondata di proteste che in questi giorni sta coinvolgendo il suo paese. Il pilota della Ferrari, in un'intervista con l'Ansa, si schiera con la rivolta dell'aceto. "Speriamo che sia una prima cosa - è il suo auspicio - per i politici e per la gente che è in Brasile perché lavorino per fare quello di cui c'è bisogno. Il Brasile è un Paese gigantesco, che è cresciuto tanto, ma in certi aspetti deve crescere ancora tanto. Ovviamente sono contrario ad ogni forma di violenza, da qualsiasi parte arrivi".

Bueno (Parlamento italiano): no alla violenza
- "Spiegare agli italiani, o a chiunque sia lontano, cosa sta succedendo in Brasile in questi giorni è sicuramente un'impresa difficile. Come parlamentare italo-brasiliana sento il dovere di esprimere fermamente, senza se e senza ma, che il dissenso verso le decisioni della politica non deve mai sfociare nella violenza". Così parla Renata Bueno, deputata eletta nella Circoscrizione America latina e membro della Commissione Esteri. "Nonostante il Brasile sia oggi tra i Paesi più attrattivi per l'economia mondiale - aggiunge la parlamentare  - persistono ancora in esso delle contraddizioni di carattere sociale, perché la crescita economica non è andata di pari passo con quella civile. E questo ha determinato la protesta - afferma la Bueno - che è da imputare ad una ribellione contro la classe dirigente non sempre fedele ai propri doveri, spesso più autoritaria che autorevole".

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