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01 luglio 2013

Lezione alla Spagna: il Brasile fa festa al Maracanà

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La Seleçao si aggiudica la Confederations Cup davanti al proprio pubblico in delirio : 3-0 (doppietta di Fred e Neymar) contro i campioni del mondo in carica. Sergio Ramos fallisce un calcio di rigore

BRASILE-SPAGNA 3-0
2' e 47' Fred, 44' Neymar


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Mi raccomando, non dite ai brasiliani che mai, nella storia, la vincitrice della Confederations Cup ha poi trionfato al Mondiale. Rovinereste la festa a un popolo intero che oggi gioisce dopo aver affondato la Spagna campione di tutto, imbattuta in gare ufficiali dal 2010 (debutto Mondiale contro la Svizzera).
Al Maracanà il Brasile batte le Furie Rosse, convincendosi sempre più che il sogno di aggiudicarsi il Mondiale di casa, tra un anno, sia realizzabile. Cabala permettendo.

I brasiliani, mandati in campo da Scolari con il solito modulo (Neymar-Oscar-Hulk alle spalle di Fred; a centrocampo rientra Paulinho), ci tengono eccome e impongono alla gara un ritmo forsennato fin dalle prime battute. Passano 2’, infatti, e la Seleçao è già in vantaggio con quel volpone di Fred che, da terra e a un metro da Casillas che gli sbarra la porta, alza la palla quel tanto che basta per scavalcare il portiere spagnolo.
Il Maracanà esplode, il ritmo non cala, il Brasile non concede nulla. L’unica grande occasione per i palleggiatori spagnoli giunge al 40’, quando Mata e Pedro volano via soli contro David Luiz. Con un passaggio, il capellone del Chelsea è tagliato fuori, Pedro si trova davanti a Julio Cesar e prova con il sinistro sul palo lontano. In effetti l’idea è buona, visto come la palla si avvia verso la porta, ma l’attaccante del Barça non ha fatto i conti con il rientro a tutta birra di David Luiz, che in scivolata evita l'1-1.

Il Brasile si gasa e al 44’ Neymar fa 2-0 fulminando Casillas con un sinistro di rara potenza che si infila sotto la traversa. Nell’occasione, merita una menzione anche Oscar, autore del passaggio, bravo ad attendere il rientro dal fuorigioco del compagno.

Intervallo, poi si rientra con gli stessi ruoli: brasiliani scatenati, spagnoli sotto tono. E al 47’ arriva anche il terzo gol: Oscar taglia il campo con un passaggio sulla sinistra, Neymar lascia sfilare con una finta che stordisce la difesa spagnola e la palla finisce sul destro di Fred che opta per la conclusione di precisione, con l’interno, sul palo più lontano.
Per avere la conferma che sia la serata perfetta per il Brasile bisogna andare però al 54’, quando Sergio Ramos calcia a lato un rigore causato da Marcelo con un fallo sciocco su Jesus Navas, appena entrato. Julio Cesar non deve fare nulla, ma si riscatta comunque in due occasioni, su Pedro e Villa, con due paratone che la dicono lunga sul grado di concentrazione con cui sono scesi in campo gli uomini di Scolari.

Si sprecano i record spagnoli che si infrangono contro il muro verdeoro: la squadra di Del Bosque, che non prendeva gol da 8 partite a eliminazione diretta (Mondiali 2010, Europei 2012, Conf Cup), ne subisce tre in un colpo solo (in gare ufficiali non perdeva con uno scarto di tre gol dal 1985: sconfitta con il Galles 3-0 nelle qualificazioni mondiali).
Ma, soprattutto, il Brasile resta l’unica nazionale campione del mondo che la Spagna sotto la guida di Del Bosque non è mai riuscita a battere. Per i brasiliani che temono la “maledizione della Conf Cup” è una bella notizia che riporta in pari la bilancia della cabala.

Incidenti fuori dallo stadio - Tafferugli tra manifestanti e polizia fuori dal Maracanà prima del fischio d'inizio. Le forze dell'ordine hanno usato gas lacrimogeni e spray al peperoncino per disperdere la folla, con i dimostranti che inumidivano foulard con l'aceto per coprirsi il volto e cercare di diminuire gli effetti dei lacrimogeni. Tra i circa 1.200 manifestanti che stanno dando vita al corteo di protesta sono stati individuati anche una ventina di 'black bloc', dal quale sarebbe partito il lancio di pietre, bottiglie e persino bombe carta in direzione dei poliziotti.

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