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30 giugno 2013

Brasile a fiato sospeso. Ecco la Spagna campione del mondo

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L'ultimo atto della Confederations Cup (stanotte la diretta Sky) paralizza un intero Paese. Che non prende nemmeno in esame l'ipotesi di una sconfitta. E chiede solo la gloria. Undicimila poliziotti, una cifra record, vigileranno sul Maracanà

Ci risiamo, una finale al Maracanà non potrà mai essere una partita come le altre. Il Brasile si appresta a vivere un'altra giornata storica in cui non prendere nemmeno in esame l'ipotesi di una sconfitta. Lo dice perfino uno di solito misurato come Marcelo, il terzino del Real Madrid che non perde l'occasione di sottolineare come il suo cuore sia sempre rimasto a Rio, dove giocava nel Fluminense.

Ma non solo la metropoli carioca, una nazione intera e duecento milioni di persone attendono Brasile-Spagna di stanotte in modo spasmodico, nemmeno fosse l'atto conclusivo di quel Mondiale che tra un anno dovrà (non potrebbe essere altrimenti...) essere obbligatoriamente vinto. Da giorni non si parla d'altro, è la partita che tutti volevano vedere, la sfida tra "il Brasile del presente", come lo ha definito Fernando Torres, e quello di sempre, la cui torcida comincia a non essere più così amichevole nei confronti degli spagnoli.

Le Furie Rosse se ne sono lamentate, perfino la storia delle serate a luci rosse farebbe parte di un complotto per destabilizzare l'ambiente della squadra di Del Bosque, ma c'è anche chi, come Iniesta, dice che "non possiamo farci niente: i fischi li prendiamo, poi però pensiamo a fare il nostro lavoro con il pallone tra i piedi, e tentare di vincere".

La Spagna fa paura ma deve essere esorcizzata. Spazio quindi alle cifre, perchè se è vero che c'è stata la tragedia nazionale del 1950, contro un avversario che il Brasile tradizionalmente soffre come l'Uruguay, è altrettanto indiscutibile che in 104 partite che la Seleçao ha giocato nel suo teatro dei sogni carioca, 74 sono state le vittorie e solo 7 le sconfitte, con 23 pareggi e il 78% di saldo positivo. La Spagna delle meraviglie, degli Xavi e Iniesta che anche qui hanno tanti estimatori potrebbe far saltare il banco, ma adesso chi ci pensa, in questo paese che sta vivendo il suo Carnevale fuori stagione? Ad ogni finestra c'è già una bandiera, come in Italia si fa quando un torneo viene vinto, intanto si beve birra e caipirinha, si esalta il lavoro di 'Felipao' Scolari, il ct ribattezzato "pace e amore", e si sogna un nuovo trionfo, in quel torneo che all'inizio in pochi avrebbero voluto vincere, anche per questioni scaramantiche.

Undicimila poliziotti, una cifra record, vigileranno sulla finale di Rio, che verrà blindata fin dalla mattinata con la chiusura delle strade vicine allo stadio. Prima della partita, dentro l'impianto, ci sarà anche un grande show con stelle della musica popolare brasiliana come Ivete Sangalo, Jorge Ben Jor, Arlindo Cruz e il duo Victor&Leo, più la scuola di samba Grande Rio, per la quale due anni fa sfilò sull'avenida Sapucai' l'ormai ex milanista Ronaldinho, osannato dalla folla.

La Fifa avrà anche vietato di suonare strumenti musicali all'interno degli stadi, ma questo è un giorno storico e a certe regole l'anima brasiliana non vuole più fare caso. Appena 24 ore dopo il paese si fermerà per lo sciopero generale, ma ora è il giorno del calcio, per una volta senza manifestazioni. C'è un'altra finale e l'occasione "di scrivere un altro capitolo di storia. Dobbiamo osare per vincere", come ha detto Neymar. E' il cammino verso la gloria: l'ex asso del Santos ha guardato la statua di Romario dentro il Sao Januario e ha pensato a quando ne faranno anche una a lui. Forse manca poco, basterà attendere un anno appena. E intanto bisogna far capire alla Spagna chi è il più forte.

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