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13 luglio 2013

"50 & Counting": Mou canta (e conta) con i Rolling Stones

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José Mourinho e i Rolling Stones: 50 anni di rock (ognuno nel proprio genere)

Il titolo del tour che la band britannica chiuderà a Londra con il secondo concerto di Hyde Park sembra scritto per il neo tecnico del Chelsea (accolto da rockstar con i Blues in Thailandia). 50 anni come loro e una voglia matta di "contare" ancora...

di Alfredo Corallo

José Mourinho non aveva ancora emesso il suo primo vagito-special quando il batterista Charlie Watts entrò ufficialmente a completare quello che si sarebbe rivelato il nucleo storico dei Rolling Stones. Nacque un paio di settimane dopo, il 26 gennaio del 1963. Mezzo secolo più tardi, eccoli (quasi) tutti insieme: Mick Jagger, Keith Richards, Ronnie Wood, Watts and The Happy One, il quinto elemento. Un sopravvissuto (al Bernabeu) tra I Sopravvissuti.

"50 & Counting" è il titolo del tour che la band britannica ha scelto per celebrare il cinquantennio e che si chiuderà questo sabato 13 luglio con il secondo concerto di Hyde Park, a Londra. Proprio dove il tecnico portoghese è tornato per scrivere un nuovo capitolo della sua saga, reduce da una stagione amarissima e priva di successi a Madrid. Ecco, quanto gli Stones sono smaniosi di contarli (gli anni) il neo allenatore del Chelsea reclama la medesima urgenza con i "tituli". E sulle sterline la musica non cambia...

Alla chitarra... - Anche la prima volta di Mourinho sulla panchina dei Blues il 50 fu un numero ricorrente: tanti erano, infatti, gli anni che la Premiership mancava dalla bacheca di Stamford Bridge (dal 1954-55). Lo stesso valeva per il Rock che, secondo la rivista Rolling Stone, nacque nel '54 con That's All Right di Elvis Presley (il magazine incoronò Mou rockstar del 2011, se è per questo). A voler esagerare in quel biennio furono pubblicati i tre volumi del Signore degli Anelli: e Frodo Baggins, il protagonista del fantasy di Tolkien, non potè che partire alla volta del Monte Fato all'età di 50 anni. Insomma, Mou era in buona Compagnia...

The Happy One - Alla presentazione, il 10 giugno, José si è detto un uomo felice. "Le mie avventure in giro per l'Europa sono state un'esperienza fantastica, ho imparato tanto. Penso di essere ancora giovane come allenatore e credo che questo sia per me l'inizio di una nuova fase. Sono nel miglior momento della mia carriera". Era sbarcato in Inghilterra con appena 50 sfumature di grigio e ora è un batuffolo di capelli bianchi. Che vuoi, l'Inter, il Real...

Eppure, l'effetto sembra essere stato quello di uno shampoo rinforzante. Accolto come una divinità a Bangkok per la tournée asiatica del Chelsea, anche lui si è ingraziato gli Dei inginocchiandosi al cospetto dei sovrani thailandesi (dei loro quadri, per la verità). Non farà molto Stones, ma a Keith Richards qualche preghierina in più non avrebbe poi fatto così male. Sympathy for the devil...

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