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23 luglio 2013

Piace a Messi, gioca alla Guardiola. Ecco chi è il 'Tata'

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IL PROFILO . 50 anni, argentino di Rosario, stessa città della Pulce, Martino lascia il Newell's, sua squadra del cuore. Allievo di Bielsa, proverà a riproporre una filosofia di gioco molto simile a quella del primo Barça di Pep

di Luciano Cremona

Il Barcellona ha scelto il nuovo allenatore, che sostituirà il dimissionario Tito Vilanova: Gerardo Martino, per tutti il 'Tata'. Argentino di Rosario, come Messi, 50 anni, l'ex ct del Paraguay lascia la sua squadra del cuore, il Newell's Old Boys, per firmare un contratto di tre anni con i blaugrana. Conosciamo meglio l'uomo che avrà l'onore di allenare la coppia Neymar-Messi.

'Tata per tutti'
Si chiama Gerardo, i suoi nonni erano originari di Ripacandida, provincia di Potenza. Ma per tutti, sin da piccolo, è semplicemente 'el Tata'. Nemmeno il tecnico conosce il motivo di questo nomignolo. E ora, anche suo figlio, viene chiamato 'Tatita'.

Quarto argentino a Barcellona

Martino è il 52esimo allenatore della storia blaugrana. Si tratta del quarto tecnico argentino al Camp Nou. E i suoi predecessori hanno tutti vinto. Il primo argentino è stato Helenio Herrera, che ha guidato il Barça dal '58 al '60 e dal '79 all'81, vincendo due Liga ('59 e '60), una Coppa delle Fiere ('59) e due Coppe del Generalissimo ('59 e '81). Poi Roque Olsen, dal '65 al '67, con la conquista di una Coppa delle Fiere. Dal marzo dell'83 fino al termine dell'84, sulla panchina del Barcellona in cui giocava Maradona, sedeva Luis Cesar Menotti, vincitore di una Coppa del Re e di una Supercoppa di Spagna.

Newell's nel sangue
Martino ha giocato oltre 500 partite con la maglia del Newell's Old Boys (vincendo tre campionati), tra l'80 e il '95. Era un numero dieci tecnico e pigro. E fumantino: in carriera ha accumulato 13 espulsioni, di cui 12 per proteste. Ora si è dato una calmata, anche se nell'ultima stagione, in cui ha portato la squadra di Rosario alla conquista del titolo argentino, si è scontrato con un arbitro, subendo un vigoroso spintone. L'Italia conosce bene Martino: ha guidato il Paraguay dal 2007 al 2011, eliminando gli azzurri nel girone del Mondiale 2010 (1-1, Alcaraz-De Rossi) e perdendo la finale di Coppa America con l'Uruguay.

Il padre di Messi e Bielsa come maestro
Jorge Messi, per tutta la sua gioventù, aveva un solo, unico, idolo: il Tata Martino. Che, sul finire della carriera, ha avuto la fortuna di essere allenato da Marcelo Bielsa. E così, mentre Martino andava verso la conclusione della sua attività di calciatore, ha trovato in Bielsa il maestro che gli spianasse la strada verso il futuro. Dal 'Loco' ha appreso l'entusiasmo, la serietà, l'onestà, la meticolosità. "Bielsa ci faceva studiare le cronache delle squadre avversarie sui quotidiani". Ora il Tata, due ore prima dei match, tiene dei colloqui tecnici di 20 minuti coi giocatori per rinfrescarli sul lavoro svolto in settimana.

Misurato, carismatico e amato
Dicono che Martino potesse essere uno dei pochi in grado di "sopportare" tecnicamente la coppia Messi-Neymar. Di sicuro Leo è felice dell'arrivo dell'idolo di suo padre. Il Tata, in panchina, è spesso un personaggio unico. Difficilmente si lascia andare ad un'esultanza in occasione dei gol. Accadeva anche da calciatore: "Non mi piacciono le manifestazioni di gioia eccessive, preferisco quelle spontanee".

Possesso, pressing alto e aggressività: perfetto per il Barcellona
Essendo un discepolo di Bielsa, le caratteristiche di Martino si sposano alla perfezione con la filosofia del Barcellona. In particolare, sembrano adattarsi a pennello al primo Barça di Guardiola. Il Tata predilige infatti il 4-3-3, con grande apporto da parte degli esterni. Inoltre, il credo del tecnico argentino è chiaro (e sembra proprio di leggere Guardiola): essere protagonisti in campo, vietato aspettare o fare speculazioni sul risultato; ritmo e velocità sono le parole d'ordine, il possesso e la superiorità a centrocampo fondamentali, tanto quanto il recupero alto del pallone, con un pressing portato da tanti uomini, in posizione avanzata. Eccola qui, la caratteristica del Barcellona di Guardiola, andata un po' a scemare negli ultimi tempi. E che il Tata proverà a riportare al Camp Nou.

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