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24 agosto 2013

Timo Konietzka e il gol perduto che inaugurò la Bundesliga

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Timo Konietzka, autore della prima rete della storia della Bundesliga, ha giocato nella massima serie tedesca con le maglie di Borussia Dortmund e Monaco 1860

Il 24 agosto 1963, 50 anni fa, cominciava la storia del campionato tedesco a girone unico. Mezzo secolo di gloria che iniziò con una rete  che nessuno (o quasi) ha mai visto...

di Roberto Brambilla

Uno scherzo del destino. O del calendario. Venerdì sera al Westfalen Stadion di Dortmund, l'anticipo della terza giornata di Bundesliga ha messo di fronte il Borussia e il Werder Brema. Lo stesso match, che a campi invertiti, esattamente mezzo secolo fa, il 24 agosto 1963 inaugurava la prima edizione del campionato tedesco a girone unico. Una storia, quella della Bundesliga, iniziata con un gol che nessuno ha mai visto. O quasi. Una rete velocissima e misteriosa.

Un gol "fantasma"– 24 agosto 1963, ore 16.58, Weserstadion di Brema. Il signor Alfred Ott, nonostante i due minuti di anticipo sull'orario ufficiale, dà inizio al match tra  Borussia Dortmund e Werder Brema, valido per la prima giornata della Bundesliga 1963-1964. Battono gli ospiti, il centrocampista giallonero Franz Brungs gioca la palla sul centravanti Friedhelm Konietzka che allarga su Lothar Emmerich, l'ala va sulla linea di fondo e crossa rasoterra in mezzo all'area, Konitezka è libero e da pochi metri mette alle spalle del portiere del Werder Brema Klaus Lamberts. E' passato meno di un minuto, Tanto è bastato ai 30mila spettatori dello stadio costruito a pochi metri dal fiume Weser per vedere il primo gol della partita. E della storia della Bundesliga.

Trentamila persone che saranno le uniche a vedere la palla di Konietzka depositarsi in rete. Perché in televisione e nei giornali del giorno dopo, compresa l'edizione domenicale della popolare Bild, di immagini di quella rete non c'è traccia. I fotoreporter se la persero perché avevano puntato gli obiettivi verso la porta opposta, prevedendo che il primo gol sarebbe stato segnato dal Werder, mentre il cineoperatore di Sportschau, la "Domenica Sportiva" della ARD, la televisione di Stato, non era ancora arrivato allo stadio per piazzare l'unica telecamera fissa, prevedendo l'inizio, come previsto, per le 17.

Friedhelm in arte “Timo” -
L'azione (che non portò comunque la vittoria al Borussia sconfitto 3-2) fa entrare nella storia del calcio tedesco Friedhelm "Timo"Konietzka, un personaggio schietto e diretto con una storia calcistica molto particolare. Nato nel 1938 a Luenen, città non lontano da Dortmund, Timo - chiamato così per la sua somiglianza con il generale sovietico Semyon Timoschenko - era fino al 1960 solo un dilettante nella squadra della sua città, il Lunen 08. Di giorno lavorava (prima in miniera come il papà e i fratelli, poi in una fabbrica di birra e infine come pulitore dei lampioni a gas), di sera si allenava. Fino a quando fu notato da Max Merkel, allenatore del Borussia Dortmund. Con i gialloneri prima e con il Monaco 1860 disputerà 7 stagioni in serie A, vincendo due campionati e segnando 72 gol in 100 partite di Bundesliga mantenendo la seconda media gol più alta della storia dopo quella di Gerd Muller.

Dopo sei mesi di squalifica nella stagione 1966/67 per aver spinto un arbitro, Timo se ne andrà in Svizzera, dove da allenatore porterà lo Zurigo, nella stagione 1976-1977 alla semifinale di Coppa dei Campioni, miglior risultato di sempre di una squadra svizzera in una competizione europea, eguagliato nel 2012-2013 dal Basilea. E proprio nel 2012 nella Confederazione elvetica, di cui era cittadino dal 1988, Timo, malato da tempo, volle uscire di scena, con una scelta degna dei suoi dribbling imprevedibili. Scegliendo di morire, ricorrendo al suicidio assistito.

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