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26 agosto 2013

L'Europa senza Europa. Ultima chiamata per le coppe

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Gli Spurs festeggiano una delle 5 reti segnate alla Dinamo Tbilisi nell'andata del play off di Europa League (Getty)

Alla vigilia delle gare di ritorno dei play off di Champions ed Europa League, sono già 18 le federazioni che non hanno più rappresentanti in gioco, mentre altre 12 rischiano la sparizione prima dei gironi. Fra queste Bielorussia e Serbia

di Lorenzo Longhi

Ultima chiamata per l'Europa che non vuole abbandonare l'Europa. Una questione d'onore, ma soprattutto di ranking, per le federazioni minori che non vogliono perdere lo status acquisito. E se per chi perderà il playoff di Champions ci sarà comunque l'Europa League (dove potrebbe esserci l'unica presenza scozzese, essendo il Celtic chiamato a rimontare lo 0-2 subito dai kazaki dallo Shakhter Kraganday), per chi gioca gli spareggi di quest'ultima competizione non c'è alternativa: qualificarsi o sparire sino all'estate 2014.

Alla vigilia delle gare di ritorno dei playoff, sono già 18 le federazioni europee che non hanno già più rappresentanti nelle coppe. La più alta in grado è la Slovacchia, il cui torneo è 26esimo nel ranking Uefa e che, tre anni fa, aveva qualificato lo Žilina ai gironi di Champions. Non fanno scalpore le premature uscite di scena delle squadre di San Marino, Andorra, Far Oer, Armenia, Lichtenstein, Lussemburgo e Malta, così come quelle di Estonia, Lettonia e Finlandia. Irlanda del Nord e Irlanda (dove non osa nemmeno il Trap) sono ko così come le gallesi, anche se in quest'ultimo caso lo Swansea, gallese d'Inghilterra, ha prenotato i gironi di Europa League travolgendo 5-1 all'andata i rumeni del Petrolul. Già fuori dai giochi anche ungheresi, bosniache e montenegrine.

A rischiare la sparizione dal mappamondo dei gironi europei sono altre 12 federazioni. Virtualmente fuori Lituania (lo Zalgiris ha perso 5-0 con il Red Bull Salisburgo) ed Estonia (il Kalju ha ceduto 3-1 al Dnipro), l'islandese Hafnarfjördur (0-2 con il Genk) e la Bielorussia alla quale, perso il Bate (l'anno scorso ai gironi di Champions) al secondo turno, resta solo il Minsk che deve però ribaltare lo 0-2 con lo Standard Liegi. Il calcio bielorusso, 20esimo nel ranking, rischia la retrocessione. Quasi fuori anche l'ultima azera, il Qarabag (0-2 con l'Eintracht Francoforte), e le due albanesi Kukes e Skenderbeu. L'Elfsborg vuole salvare l'orgoglio svedese (1-1 con il Nordsjaelland), lo Sheriff (1-1 con Vojvodina Novi Sad) quello moldavo. Quasi fuori il Molde, la Norvegia spera nel Tromso, che dovrà non farsi rimontare dal Besiktas, mentre l'altra serba, il Partizan, è in vantaggio sul Thun. La Dinamo Tbilisi vede nero (0-5 con gli Spurs) e così l'onore georgiano è nei piedi del Dila Gori, che deve capovolgere lo 0-1 con il Rapid Vienna. Chiusura con Cipro (14esima nel ranking): l'Apoel rischia l'eliminazione con lo Zulte Waregem, ma almeno l'Apollon Limassol sta per eliminare il Nizza.

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