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03 settembre 2013

Prandelli, addio alla Nazionale. Ma solo dopo i Mondiali

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Il futuro del ct dell'Italia sembra deciso: dopo Brasile 2014 tornerà disponibile sul mercato degli allenatori. L'annuncio potrebbe arrivare a qualificazione acquisita

di Alessandro Alciato

C'è una star assoluta che si aggira nello strano mondo del mercato parallelo, quello degli intoccabili, degli incedibili, che però si muovono con una data di scadenza appiccicata addosso. Prandelli non lo dice apertamente, ma ha preso una decisione pesante: alla fine del Mondiale in Brasile - e la qualificazione è vicina - lascerà la Nazionale.

Se ne andrà, nella sua testa il ciclo azzurro doveva durare quattro anni e quattro anni durerà. Già oggi lo vogliono in molti, il retroscena è che a molti negli ultimi mesi ha detto di no. In Italia e all'estero. A Coverciano con la Nazionale stanno lavorando anche Verratti, Sirigu e il rientrante Thiago Motta, tre calciatori del Paris Saint Germain che Prandelli avrebbe potuto allenare a tempo pieno. Per sostituire Ancelotti, lo sceicco Al Thani aveva pensato a lui, molto prima che a Blanc.

Come De Laurentiis, che lo aveva contattato per la sosituzione di Mazzarri: "No grazie - è stata la risposta a tutti - il mio lavoro con l'Italia non è ancora finito". Scelte di cuore, non di portafoglio. Scelta d'amore per la Nazionale. Sondaggi li avevano fatti anche l'Inter per il post Stramaccioni e il Milan quando Berlusconi si era alzato un mattino e aveva deciso che Allegri non era più quello giusto. Della Juventus lo sanno tutti, ma la storia è più vecchia. E' arrivato secondo agli Europei, terzo in Confederations Cup, manca solo un gradino del podio su cui salire. Questa è la buona notizia. Quella brutta è che dopo il Mondiale lascerà.

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